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Il cuore in selenite è un amuleto della Luna per la riconciliazione: un piccolo cuore di circa 3,5 cm nella pietra che prende il nome da Selene, la dea greca della Luna. Nella tradizione magica la selenite si scambia fra innamorati per fare pace, e la forma di cuore dice da sola a che cosa serve. Si regala a chi si vuole ritrovare dopo una lite, si tiene sull’altare negli incantesimi di pace e d’amore, si porta con sé quando un legame ha bisogno di calma e di parole chiare. Selene, racconta il mito, scendeva ogni notte dal cielo per visitare Endimione addormentato: è la dea dell’amore fedele che ritorna. La selenite è una pietra tenera, tanto che la scalfisci con un’unghia, e va custodita con cura, lontano dall’acqua e dal sale. Proprio questa delicatezza la rende un dono da trattare con attenzione, come il legame che rappresenta. Ogni cuore è diverso dall’altro.
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Il cuore in selenite è gesso cristallino, un solfato di calcio biidrato, lavorato a forma di cuore. Nicholas Pearson, in «Stones of the Goddess» (p. 426-427), ricorda che la selenite è così tenera da fermarsi al secondo grado della scala di Mohs e che deve il nome a Selene: gli antichi Greci chiamavano selenites, pietra di luna, una pietra che forse era proprio questa.
La Luna e l’Acqua sono le corrispondenze della selenite per Scott Cunningham, che nell’«Enciclopedia delle pietre magiche» (ed. it., p. 139-140) la dice pietra di energia ricettiva. Sandra Kynes, nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013, p. 601-603), riporta la stessa Luna e la stessa Acqua. Alcune tradizioni magiche, invece, le danno insieme l’Acqua e l’Aria, come Pearson (p. 426-427). La Luna è antica: George Frederick Kunz, in «The Curious Lore of Precious Stones» (1913, p. 337-339), riferisce che i Caldei attribuivano la selenite al nostro satellite.
Sandra Kynes le assegna quattro centri: il cuore, la corona, il sacrale e la gola (2013, p. 601-603). Eliza Mabelle, in «Crystals for Witches» (2020, p. 88-90), la lega soprattutto alla corona.
I segni della selenite sono il Cancro e il Toro per Sandra Kynes (2013, p. 601-603). Pearson la lega al solo Cancro (p. 426-427).
Per le pietre della Luna, fra cui la selenite, Cunningham indica le candele bianche o argentate (1988, p. 191-193).
Nel repertorio di Sandra Kynes la selenite guarda a Nord e a Sud-Est (2013, p. 601-603).
La dea della selenite è Selene, con la romana Luna, secondo Sandra Kynes (2013, p. 601-603). Rosemary Guiley, in «The Encyclopedia of Witches, Witchcraft and Wicca» (p. 332), racconta il mito di Selene che scende ogni notte a baciare Endimione addormentato sul monte Latmo, e ricorda che nella stregoneria contemporanea Selene è un volto della Triplice Dea, insieme a Diana e a Ecate.
Cunningham affida alla selenite la riconciliazione e l’energia, e scrive che si scambia fra gli innamorati per fare pace (ed. it., p. 139-140). Nella voce di Sandra Kynes compaiono la riconciliazione, la pace, la calma, l’armonia, la comunicazione, la magia lunare e le visioni.
Eliza Mabelle l’affianca alla tormalina nera e alla cianite (2020, p. 88-90). Sull’altare dell’amore accompagnala con una candela bianca o argentata, il colore delle pietre della Luna.
“Prende il nome da Selene, antica dea della Luna, e viene scambiata tra gli innamorati per la riconciliazione”, Scott Cunningham, Enciclopedia delle pietre magiche
Per fare pace. Cunningham racconta che la selenite si scambia fra innamorati per riconciliarsi. Regala il cuore alla persona con cui vuoi ricucire, dopo averlo tenuto fra le mani con l’intento di pace.
Sull’altare dell’amore. Posalo accanto a una candela bianca negli incantesimi per l’armonia della coppia e della casa, e lascialo lì finché la candela non si consuma.
Come piattino per purificare. Pearson (p. 430-431) posa pietre e gioielli sulla selenite per liberarli dalle energie disarmoniche: sul cuore puoi appoggiare un anello o una piccola pietra.
Per custodirlo. La selenite è tenera: Pearson e Mabelle avvertono di tenerla lontana dall’acqua e dal sale. Purificala nel fumo o alla luce della luna, e riponila dove non si graffi.
Il momento di Selene è la luna piena: Ellen Dugan, nel «Book of Witchery» (2009, p. 53-54), la chiama dea della luna piena, e Guiley ricorda che i Greci l’onoravano alla luna nuova e alla luna piena. Usa il cuore dopo una lite, prima di un chiarimento, quando un legame si è raffreddato, e ogni volta che senti il bisogno di pace in casa.
È per chi vuole ricucire un rapporto, con un compagno, un’amica, un familiare, e cerca un gesto magico gentile. Serve alla strega che lavora con Selene e con la Luna, a chi prepara incantesimi di pace e d’armonia, a chi vuole regalare un amuleto che dica senza parole il desiderio di ritrovarsi.
Serve alla riconciliazione e alla pace. Scott Cunningham scrive che la selenite si scambia fra innamorati per fare pace, e Sandra Kynes le affida anche l’armonia, la calma e la magia lunare. Si regala a chi si vuole ritrovare, si posa sull’altare negli incantesimi d’amore, si tiene in casa per la pace.
Prende il nome da Selene, la dea greca della Luna. Nicholas Pearson ricorda che gli antichi Greci chiamavano selenites, pietra di luna, una pietra che forse era proprio il gesso cristallino, e che Selene era madre di Ecate. Per questo la selenite è la pietra dei lavori lunari.
No, l’acqua la rovina: la selenite è gesso, tanto tenera da graffiarsi con un’unghia. Pearson ed Eliza Mabelle avvertono di tenerla lontana dall’acqua e dal sale. Purificala nel fumo di un incenso o alla luce della luna piena, e riponila in un luogo dove non possa graffiarsi.
Ogni pietra, minerale o cristallo è un esemplare unico e naturale: eventuali variazioni di colore, forma, venature, inclusioni, sfumature o piccole imperfezioni sono caratteristiche proprie del singolo esemplare. Le immagini sono da considerarsi puramente indicative e il prodotto ricevuto può presentare caratteristiche leggermente differenti da quelle raffigurate.
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