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L’olibano di Eritrea in lacrime Premium è la resina solare per eccellenza, il grado più pregiato dell’incenso sacro che le streghe e gli operatori scelgono per la consacrazione e la purificazione dell’altare e in occasioni “particolari”. Sono le lacrime intere di Boswellia papyrifera, colate dalla corteccia sull’altopiano eritreo e raccolte a mano: gocce ambrate, chiare, non ancora frantumate, la parte più nobile del raccolto. Bruciate su un carboncino sprigionano il fumo balsamico e luminoso che da millenni accompagna l’incantesimo di crescita spirituale, l’esorcismo e la chiamata del divino. Questo olibano magico è il grado da altare, quello che si tiene per il lavoro importante: la consacrazione di uno strumento, la fumigazione che scaccia le energie ostili, il raccoglimento magico prima di un grande incantesimo solare. Chi pratica sa che le lacrime intere rendono più della resina spezzata e bruciano lente, con un aroma pieno. È l’olibano delle occasioni che contano, il grado che si sceglie quando il lavoro magico solare non ammette compromessi.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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L’olibano di Eritrea in lacrime di prima scelta è la resina di Boswellia papyrifera nel suo grado più alto: gocce intere, non setacciate, essudate dalla corteccia degli alberi dell’altopiano del Corno d’Africa. È l’incenso solare che l’Egitto bruciava all’alba e che i Magi offrirono come simbolo del divino, scelto qui nella pezzatura Premium per il lavoro magico di consacrazione.
L’olibano è resina solare senza divergenze: lo pongono concordi sotto il Sole Scott Cunningham nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), Karen Harrison nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021) e Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), e con loro gli antichi Cornelio Agrippa nella «Filosofia occulta» (ed. 1993) e Marsilio Ficino nel «De vita» (1489), fino ad Aleister Crowley che nel «Liber 777» (1909) lo elenca fra le sostanze solari. Il suo elemento principale è il Fuoco, come attestano lo stesso Cunningham, la Harrison e Paige Vanderbeck nel «Green Witchcraft» (2020); alcune tradizioni magiche, invece, lo legano anche all’Aria, come fanno il Kynes e Stephen Skinner nel «Complete Magician’s Tables» (2006), per la natura sottile e ascendente del suo fumo.
Il segno che più gli appartiene è il Leone, domicilio del Sole: lo indicano il Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), Agrippa nella «Filosofia occulta», Skinner nel «Complete Magician’s Tables» (2006) e Israel Regardie in «A Garden of Pomegranates» (1985), che assegna proprio all’olibano l’incenso del segno del Leone. Alcune tradizioni magiche, invece, lo estendono anche ad Ariete, Sagittario e Acquario, come riporta il Kynes: gli altri segni che la sua fiamma solare sa nutrire.
Il giorno del lavoro con l’olibano è la domenica, coerente con il suo Sole, come segna il Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013). Lo stesso autore lo lega allo Yule, il solstizio d’inverno in cui la ruota dell’anno richiama il ritorno della luce solare: il momento più adatto per accendere questa resina in un incantesimo di rinascita.
Le divinità dell’olibano sono solari e antiche. Cunningham, nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), lo consacra a Ra e a Baal, e ricorda che gli Egizi lo bruciavano all’alba per onorare il dio del disco solare; il Kynes, nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), aggiunge Helios, il Sole dei Greci. È l’incenso con cui si rende omaggio alle potenze della luce.
Sul piano sottile l’olibano lavora sui centri alti: il Kynes, nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), lo assegna al terzo occhio e alla corona, le sedi della visione e della connessione spirituale. Nella magia cerimoniale della Golden Dawn, Regardie in «A Garden of Pomegranates» (1985) lo colloca in Tifaret, la sfera solare dell’albero della vita: il cuore luminoso da cui si irradia la vita spirituale.
Gli usi magici dell’olibano ruotano attorno alla luce che scaccia il buio. Cunningham, nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), lo dice resina di protezione, esorcismo e spiritualità, e scrive che il suo fumo solleva le vibrazioni di un luogo e ne caccia il male e la negatività; con la Harrison, nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021), condivide la purificazione e la consacrazione di spazi e strumenti. La Vanderbeck, nel «Green Witchcraft» (2020), vi aggiunge lo sviluppo spirituale, la prosperità e la felicità. È l’incenso del raccoglimento magico e delle visioni, buono per ogni lavoro di crescita spirituale.
Le lacrime di olibano si sposano con la mirra, la compagna con cui condivide gli antichi altari e l’offerta dei Magi, per unire la luce solare al mistero saturnino. Sul carboncino si accostano bene anche il benzoino e il sandalo, resine e legno che allungano e addolciscono il fumo nelle miscele di consacrazione. Per il colore rituale, la candela gialla o dorata del Sole rafforza l’intento di questa resina.
“La resina è stata bruciata per migliaia di anni per santificare, favorire il successo, proteggere, collegarsi al Divino e consacrare”, Karen Harrison, Manuale di erboristeria alchemica
L’olibano in lacrime si brucia su un carboncino ardente, dentro un incensiere con sabbia o cenere che protegga il piano dell’altare. Si accende il carboncino, si aspetta che si copra di cenere grigia, poi si depongono una o due lacrime alla volta: il grado Premium, essendo a gocce intere, rende un fumo lento e pieno e non va sprecato. Per la consacrazione si passa lo strumento o l’amuleto nel fumo; per la purificazione si affumica la stanza muovendo il braciere lungo le pareti e negli angoli. Lavora in un ambiente ventilato: il fumo di resina è denso. Non si ingerisce: si brucia soltanto.
Il momento d’elezione è la domenica, giorno del Sole, e l’alba, l’ora in cui l’Egitto lo offriva a Ra: perfetta per aprire una giornata di lavoro magico solare. Nella ruota dell’anno lo Yule, il solstizio d’inverno, è il suo Sabba, quando si chiama il ritorno della luce. Accendilo prima di un incantesimo di consacrazione o di crescita spirituale, quando serve alzare le vibrazioni di un luogo, prima di un lavoro di visione, o ogni volta che vuoi scacciare la negatività da casa e altare.
È la scelta di chi vuole il grado migliore per il lavoro che conta: l’operatore cerimoniale che consacra strumenti e apre spazi sacri, la strega che tiene le lacrime intere per l’incantesimo importante e usa la resina spezzata per il quotidiano. Si rivolge a chi pratica la magia solare, la purificazione profonda e l’esorcismo, e a chi cerca un olibano non frantumato, dalla resa piena e dall’aroma pulito. È l’incenso di chi non fa economia sull’altare.
Serve a purificare e consacrare. Nella tradizione l’olibano è la resina solare che si brucia per alzare le vibrazioni di un luogo, scacciare la negatività e il male, consacrare strumenti e altare e sostenere il raccoglimento magico e le visioni. Il grado in lacrime, intero e pregiato, è quello riservato ai lavori magici più importanti.
Le lacrime intere. L’olibano di Eritrea in lacrime Premium è fatto di gocce di resina non frantumate né setacciate, la parte più nobile del raccolto di Boswellia papyrifera. Rispetto ai grani spezzati e alla polvere fine, le lacrime rendono un fumo più lento e pieno e conservano meglio l’aroma balsamico della resina.
Su un carboncino ardente. Si accende un carboncino da incenso in un braciere con sabbia, si attende che sia coperto di cenere e si depone sopra una o due lacrime alla volta. La resina fonde e libera il fumo. Serve solo il calore del carboncino a lavorarle, mai fiamma diretta. Tieni la stanza ventilata.
Un fumo balsamico e resinoso. Bruciato sul carboncino, l’olibano libera un aroma caldo, dolce-agrumato e legnoso, netto, mai pesante, che da millenni segna i templi e le liturgie solari. Il grado Premium in lacrime, essendo resina intera e pura, dà un aroma più pieno e pulito rispetto alla polvere setacciata.
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