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La sodalite burattata è la pietra magica della parola chiara e della mente quieta: una pietra blu venata di bianco che la stregoneria usa per trovare le parole giuste, per unire la logica all’intuito e per portare pace dove ci sono tensioni. Sotto Venere e nell’Acqua, calma il tumulto interiore senza spegnere la lucidità. È la pietra di chi scrive, studia, insegna, e di chi deve affrontare una conversazione difficile senza perdere il filo. Nei gruppi e nelle congreghe porta armonia e solidarietà: posata al centro del cerchio, tiene insieme le persone intorno a un unico scopo. Si confonde spesso con il lapislazzuli, da cui la distingue l’assenza delle pagliuzze dorate di pirite. Tienila in tasca quando devi parlare, sul tavolo quando scrivi, sull’altare nei lavori di intuizione e di pace. La burattatura la rende liscia e comoda, e ogni sodalite ha il suo disegno di venature.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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La sodalite burattata è una pietra blu intenso venata di bianco. Scott Cunningham, nella «Encyclopedia of Crystal, Gem & Metal Magic» (1988, p. 150-152), avverte che viene spesso scambiata per lapislazzuli, da cui si distingue perché le mancano le pagliuzze dorate di pirite che il lapislazzuli spesso contiene.
Venere e l’Acqua governano la sodalite per Scott Cunningham, che la dice pietra di energia ricettiva (1988, p. 150-152) e la mette sia fra le pietre dell’Acqua (p. 193-196) sia fra quelle di Venere (p. 191-193). Rachel Patterson, in «Practical Candle Magic» (2023, p. 184-188), le dà la stessa Acqua e affianca a Venere Giove. Alcune tradizioni magiche, invece, la pongono sotto Mercurio e Venere e le danno l’Aria insieme all’Acqua, come Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013, p. 604-607).
Sandra Kynes le assegna tre centri: la gola, il terzo occhio e la corona (2013, p. 604-607). Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003, p. 408-410), la lega soprattutto al terzo occhio, e Jacki Smith, in «The Big Book of Candle Magic» (2022, p. 268), l’usa per aprire il chakra della gola.
Il segno che torna nelle fonti è il Sagittario: l’indicano Sandra Kynes (2013, p. 604-607), Judy Hall (2003, p. 532-535), Ember Grant in «The Book of Crystal Spells» (2013) e Astrea Taylor in «Air Magic» (p. 110-111). Judy Hall e Ember Grant la contano anche fra le pietre della Vergine.
Alle pietre di Venere, fra cui la sodalite, Cunningham assegna la candela verde (1988, p. 191-193).
Il repertorio di Sandra Kynes le assegna cinque punti cardinali: l’Est, il Nord, il Nord-Est, il Sud e il Sud-Ovest (2013, p. 604-607).
Cunningham le affida la pace, la saggezza e il raccoglimento interiore: la si porta o la si tiene in mano per quietare la mente e calmare il tumulto dentro di sé (1988, p. 150-152). Nella voce di Sandra Kynes compaiono la comunicazione, l’intuizione, la calma, la mente chiara e quieta, la comunità, le relazioni e il lavoro sui sogni profetici. Judy Hall scrive che unisce la logica all’intuito e dà la spinta a restare fedeli a sé stessi e a difendere le proprie idee. Eliza Mabelle, in «Crystals for Witches» (2020, p. 111-113), la chiama pietra della comunicazione, che porta solidarietà nel gruppo ed è perfetta per chi studia.
Amythyst Raine, nel «Green Witchcraft Grimoire» (2020, p. 64-65), l’unisce all’ametista e alla kunzite in un incantesimo per l’armonia e la pace. Per i lavori sotto Venere accanto metti una candela verde.
Per la parola. Astrea Taylor, in «Air Magic» (p. 110-111), consiglia di portarla addosso quando vuoi esprimerti meglio: aiuta a trovare la voce e le parole giuste, mentre scrivi, componi musica o affronti una conversazione profonda.
Per quietare la mente. Cunningham la fa tenere in mano per calmare il tumulto interiore: stringila prima di un lavoro magico che chiede concentrazione.
Nel gruppo. Judy Hall l’indica per il lavoro di gruppo, perché porta armonia e unità di intenti. Posala al centro del cerchio quando la congrega si riunisce.
Per l’armonia. Nell’incantesimo di Amythyst Raine sodalite, ametista e kunzite vengono portate con sé in un viaggio e poi sepolte a un crocicchio prima della luna gibbosa calante; nei sette giorni successivi si accende ogni sera una candela verde unta di olio di lillà e rotolata in camomilla, valeriana, scutellaria e olmaria.
La luna gibbosa calante è la fase dell’incantesimo di armonia di Amythyst Raine. Nel quotidiano usala prima di un esame, di una lezione, di una riunione, di una conversazione che temi, e nei periodi in cui la mente corre troppo. Nelle congreghe portala agli incontri del gruppo.
È per chi scrive, studia e insegna, e per chi deve trovare le parole in un momento difficile. Serve alla congrega che vuole più armonia, a chi lavora con Venere e con l’Acqua, a chi coltiva l’intuizione senza voler perdere la lucidità. Per chi comincia con le pietre è una sodalite burattata semplice da portare sempre con sé.
Serve alla comunicazione, all’intuizione e alla pace. Scott Cunningham l’usa per quietare la mente, Sandra Kynes per la comunicazione e i sogni profetici, Judy Hall per unire la logica all’intuito e portare armonia nei gruppi. Si porta in tasca quando si deve parlare o scrivere.
Il pianeta principale è Venere, con l’elemento Acqua, per Scott Cunningham; Rachel Patterson le affianca Giove. Alcune tradizioni magiche, invece, la pongono sotto Mercurio e Venere, con l’Aria e l’Acqua, come Sandra Kynes. Per questo si abbina a una candela verde, il colore delle pietre di Venere.
Le due pietre si somigliano, ma il lapislazzuli ha pagliuzze dorate di pirite che la sodalite non ha, come avverte Scott Cunningham. La sodalite è blu intenso venata di bianco. Nella magia la sodalite lavora sulla parola, sull’intuizione e sulla pace, sotto Venere e nell’Acqua.
Ogni pietra, minerale o cristallo è un esemplare unico e naturale: eventuali variazioni di colore, forma, venature, inclusioni, sfumature o piccole imperfezioni sono caratteristiche proprie del singolo esemplare. Le immagini sono da considerarsi puramente indicative e il prodotto ricevuto può presentare caratteristiche leggermente differenti da quelle raffigurate.
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