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La resina che Egizi e templi antichi bruciavano per onorare le divinità e i morti arriva in bastoncino masala: l’incenso alla mirra porta nello spazio il suo fumo balsamico e caldo, quello della profondità spirituale, ottimo all’olfatto. Si accende per i lavori di spiritualità e consacrazione, per purificare in profondità un ambiente carico, per consacrare strumenti e talismani, per il raccoglimento davanti all’altare e per onorare le proprie divinità. Circa dodici bastoncini masala arrotolati a mano uno per uno, con mirra, sandalo e oli aromatici su base di erbe e resine, che bruciano lenti, circa un’ora ciascuno, e lasciano un aroma ricco, resinoso e lievemente speziato. È lo strumento di chi pratica la magia spirituale e cerimoniale, di chi consacra strumenti e spazi sacri, di chi onora le proprie divinità con il fumo. La mirra è la resina lunare della consacrazione e del lutto sacro, sorella dell’olibano. Vegan, cruelty free.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
Articolo destinato a uso rituale, simbolico, culturale o da collezione. Non è un alimento né un prodotto medico o terapeutico. Non va ingerito in nessun caso. Non è destinato al contatto con la pelle. Tienilo lontano dalla portata dei bambini.
Resi
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La mirra è la gommoresina della Commiphora myrrha, bruciata dagli Egizi e nei templi antichi per onorare gli dei e accompagnare i morti. In bastoncino l’incenso alla mirra porta la sua corrente lunare di spiritualità, purificazione e consacrazione, pronta da accendere il lunedì sull’altare.
La mirra appartiene alla Luna e all’elemento Acqua: la corrente della spiritualità, dell’interiorità e dei misteri. Alcune tradizioni magiche, invece, la pongono sotto Saturno e la Terra, per il suo legame con la trasformazione, il lutto sacro e il lavoro profondo. In entrambe le letture resta una resina di passaggio tra i mondi.
Il lunedì, giorno della Luna, è il più adatto ai lavori con la mirra. La corrente lunare sostiene la spiritualità, la purificazione interiore e i rituali magici di consacrazione e di contatto con il sacro.
L’elemento Acqua orienta il lavoro verso Ovest, il punto delle emozioni e del mondo interiore. Rivolgere a Ovest la fumigazione di mirra allinea l’incenso alla sua natura profonda e contemplativa.
La mirra è legata a Iside, che con essa onorava Osiride, e veniva bruciata a Ra e ad Adone. Le antiche tradizioni la offrivano sugli altari del divino e nelle cerimonie funebri: è la resina che accompagna il sacro e il passaggio.
L’incenso alla mirra serve alla spiritualità e alla consacrazione: purifica in profondità, protegge, sacralizza strumenti e spazi, sostiene l’esorcismo e il raccoglimento magico. È la resina del lutto sacro e dell’onore reso alle divinità, scelta per i lavori che cercano profondità.
La mirra si brucia da sempre con l’olibano, suo compagno classico, che ne bilancia la profondità con la luce solare. Si accompagna al sandalo, già presente in questo masala, e a una candela bianca per i lavori di consacrazione e di spiritualità.
Accosta la punta a una fiamma, lascia che si accenda e poi spegnila con delicatezza: resta la brace che libera il fumo resinoso. Posalo su un portaincenso stabile davanti all’altare. Per consacrare uno strumento, passalo nel fumo dichiarando il suo scopo. Per il raccoglimento, lascialo bruciare mentre ti siedi in silenzio. La combustione lenta accompagna l’intero lavoro. Tieni l’ambiente arieggiato e non lasciare mai la brace incustodita.
Si accende per i lavori spirituali: consacrazione di strumenti e spazi, purificazione profonda, raccoglimento magico, rituali di onore alle divinità o di commiato. Nel calendario magico segue il lunedì della Luna, quando la corrente dell’interiorità e del contatto con il sacro è più sostenuta.
È pensato per chi lavora sulla spiritualità e sulla consacrazione, per chi onora le proprie divinità, a chi cerca un incenso profondo per il raccoglimento. Lo sceglie anche chi conosce la mirra in grani e preferisce il bastoncino, comodo da accendere senza carboncino.
Sostiene la spiritualità. Nella tradizione magica l’incenso alla mirra serve a consacrare strumenti e spazi, a purificare in profondità, a proteggere e ad accompagnare il raccoglimento e i rituali di onore alle divinità. È la resina lunare del contatto con il sacro.
Il sacro e il passaggio. La mirra simboleggia la spiritualità profonda, il lutto sacro e l’onore reso al divino: gli Egizi la bruciavano per Iside e Osiride, e i templi antichi la offrivano agli dei. È da sempre la resina che accompagna il contatto con i mondi interiori.
Spiritualità e consacrazione. La mirra purifica in profondità, protegge, consacra strumenti e altari e sostiene l’esorcismo. Appartiene alla Luna e all’Acqua, con una corrente saturnina di trasformazione riconosciuta da alcune tradizioni. Si brucia spesso insieme all’olibano, suo compagno classico da sempre.
Ricco e balsamico. Il fumo della mirra è caldo, resinoso e lievemente speziato, con un fondo profondo e amaro tipico delle gommoresine. In questo masala il sandalo lo addolcisce, lasciando un aroma avvolgente e profondo, adatto ai lavori di spiritualità e di consacrazione.
Fai ardere il bastoncino in un incensiere o su una superficie resistente al calore, in un ambiente arieggiato, lontano da bambini, animali e materiali infiammabili. Non lasciare mai la brace incustodita; la cenere, del tutto naturale, si può disperdere nella terra.
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