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La gomma arabica in lacrime è la resina pura dell’acacia del Sudan, la base sacra con cui le streghe purificano lo spazio e legano i propri incensi magici. Sono lacrime intere, chiare e ambrate, essudate dalla corteccia dell’acacia e raccolte a mano: bruciate su un carboncino purificano l’aria dalla negatività, sciolte in acqua diventano il legante che tiene insieme erbe e resine nell’incenso fatto a mano. È la resina della purificazione e della spiritualità, l’ingrediente che l’antichità metteva sugli altari di Ra e delle grandi dee del mondo antico. Chi compone i propri incantesimi olfattivi parte da qui: la gomma d’acacia è ciò che trasforma una manciata di erbe sciolte in un incenso vero, in coni, pastiglie o bastoncini. Le lacrime intere sono il grado più puro, quello che si scioglie limpido e brucia pulito. La resina d’acacia è tra le materie sacre più antiche del Mediterraneo e dell’Africa, presente sugli altari e nei templi da migliaia di anni. Portala sul tuo altare con la Spezieria.
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Natura e utilizzo
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La gomma arabica in lacrime è la resina essudata dall’acacia (Acacia senegal) delle regioni del Sudan, raccolta in gocce intere e pure. È la gomma sacra dell’antichità, base della purificazione e legante naturale dell’incenso: si brucia sul carboncino per pulire l’energia di uno spazio e si scioglie per impastare le miscele rituali.
La gomma arabica risponde per prima al Sole, come attestano Scott Cunningham nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), Karen Harrison nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021) e Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013). Alcune tradizioni magiche, invece, la pongono anche sotto Mercurio (la Harrison e il Kynes) e sotto la Terra (il Kynes), a segnare la sua natura di sostanza che unisce e lega. Il suo elemento è l’Aria, concorde in tutte le fonti, da Cunningham alla Harrison fino a Stephen Skinner nel «Complete Magician’s Tables» (2006): il fumo leggero e purificatore che sale e disperde.
Per il Kynes, nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), la gomma arabica guarda a Est, il punto cardinale dell’Aria e dell’alba, coerente con il suo elemento. Lo stesso autore la lega ai segni dell’Acquario e del Leone, l’asse dell’aria e del fuoco solare che le appartiene.
Il momento dell’anno della gomma arabica è Lughnasadh, la festa del primo raccolto di inizio agosto, come segna il Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013): tempo di gratitudine e di offerta, adatto a bruciarla in ringraziamento.
La resina d’acacia appartiene alle divinità solari e alle grandi dee. Il Kynes, nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013), la consacra alle dee Astarte, Diana e Ishtar e agli dèi Buddha, Osiride e Ra, un pantheon che attraversa l’Egitto solare e il Vicino Oriente antico.
Gli usi magici della gomma arabica ruotano attorno alla purificazione e alla spiritualità. Cunningham, nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), scrive che la si aggiunge agli incensi per elevare le intenzioni o la si brucia da sola sul carboncino per purificare uno spazio dalla negatività e dal male. Alcune tradizioni magiche, invece, la legano a Mercurio e agli affari, come annota la Harrison nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021), nelle miscele per il lavoro e il commercio.
La gomma arabica è la compagna naturale delle resine da bruciare: si sposa con l’olibano, la mirra e il benzoino, di cui è il legante quando si compongono incensi in coni o pastiglie. Da sola sul carboncino purifica; unita alle altre resine dà corpo e durata alla miscela rituale.
La gomma arabica in lacrime si usa in due modi. Per purificare se ne bruciano una o due lacrime su un carboncino ardente, dentro un incensiere con sabbia, e si porta il fumo lungo le pareti e negli angoli. Per legare l’incenso si sciolgono le lacrime in poca acqua tiepida fino a ottenere una colla naturale, con cui impastare erbe e resine macinate in coni o pastiglie da essiccare. Lavora in un ambiente ventilato. Non si ingerisce: è materia da altare e da braciere.
La gomma arabica accompagna ogni lavoro di purificazione: prima di un incantesimo, per ripulire lo spazio rituale, per aprire e chiudere il lavoro sull’altare. È la resina da tenere pronta ogni volta che componi un incenso su misura, perché è ciò che tiene insieme la miscela. Nella ruota dell’anno il suo Sabba è Lughnasadh, la festa del raccolto, buona per bruciarla in offerta e ringraziamento.
È la scelta di chi compone i propri incensi e vuole la base pura da cui partire: l’operatore che impasta coni e pastiglie, la strega che purifica lo spazio con il fumo, chi cerca il legante naturale che l’antichità metteva sugli altari. Le lacrime intere sono il grado più puro, per chi vuole una resina limpida che si sciolga bene e bruci pulita. Adatta anche a chi si avvicina ora all’arte di comporre l’incenso rituale.
Per purificare e legare l’incenso. Nella tradizione magica la gomma arabica si brucia sul carboncino per purificare uno spazio dalla negatività, e si scioglie in acqua per legare erbe e resine negli incensi fatti a mano. È associata alla spiritualità e all’elevazione delle intenzioni, la base sacra con cui si compongono coni e pastiglie rituali.
Sul carboncino o come legante. Per la purificazione si bruciano una o due lacrime su un carboncino ardente e si porta il fumo nell’ambiente. Per fare l’incenso si sciolgono le lacrime in poca acqua tiepida fino a una colla naturale, con cui impastare le polveri di erbe e resine in coni o pastiglie da lasciare essiccare.
Serve da legante naturale. La gomma arabica è la sostanza che tiene insieme le miscele di erbe e resine: sciolta in acqua diventa la colla vegetale con cui si formano i coni, le pastiglie e i bastoncini di incenso. Senza un legante le polveri non restano compatte; con la gomma d’acacia la miscela prende forma e brucia lenta.
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