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La bacchetta in selenite grezza da 10 cm è uno strumento magico di purificazione: un bastoncino di selenite naturale, la pietra della Luna e di Selene, che si passa lungo il corpo per togliere dall’aura ciò che pesa e si usa per ripulire l’altare, gli strumenti e le altre pietre. Nella stregoneria delle pietre la selenite è la grande pulitrice: sopra di lei si appoggiano i cristalli e i gioielli da liberare, accanto a lei si consultano le carte perché i messaggi arrivino chiari. Filtra anche le presenze indesiderate nei lavori di contatto con gli spiriti. È grezza, lasciata come esce dalla terra, e tenerissima: la graffia un’unghia, e l’acqua e il sale la rovinano. Per questo si custodisce all’asciutto, e si purifica alla luna piena o nel fumo. Chi l’usa ogni giorno sa che anche lei va pulita spesso. Nessuna bacchetta grezza è uguale a un’altra, e ognuna ha il suo peso in mano.
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Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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La bacchetta in selenite è gesso cristallino, un solfato di calcio biidrato, nella sua forma grezza a bastoncino. È tenera al secondo grado della scala di Mohs e prende il nome dal greco selene, luna: Alberto Magno, nel «Book of Minerals» (ed. Wyckoff, 1967), ricorda che già Plinio chiamava selenites la pietra della Luna.
È uno strumento lunare da cima a fondo. L’energia yin che Sandra Kynes attribuisce alla selenite, sotto la Luna e nell’Acqua («Llewellyn’s Complete Book of Correspondences», 2013, p. 601-603), è quella che accoglie e scioglie, adatta a una bacchetta che toglie invece di caricare. Per Scott Cunningham è una pietra ricettiva dello stesso astro e dello stesso elemento («Enciclopedia delle pietre magiche», ed. it., p. 139-140). Alcune tradizioni magiche, invece, alla Luna uniscono l’Aria, come Nicholas Pearson in «Stones of the Goddess» (p. 426-427). L’attribuzione alla Luna è antichissima: George Frederick Kunz, in «The Curious Lore of Precious Stones» (1913, p. 337-339), la fa risalire ai Caldei.
Per Sandra Kynes la selenite lavora sulla corona, sul cuore, sul sacrale e sulla gola (2013, p. 601-603). Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003, p. 386-391), scrive che apre il chakra della corona e quello superiore alla corona, ed Eliza Mabelle, in «Crystals for Witches» (2020, p. 88-90), la lega alla corona.
Il Cancro, il segno governato dalla Luna, è quello su cui le fonti si incontrano: Pearson assegna alla selenite soltanto lui (p. 426-427), mentre il repertorio di Sandra Kynes vi aggiunge il Toro (2013, p. 601-603).
Nella lista delle pietre lunari della «Encyclopedia of Crystal, Gem & Metal Magic» (1988, p. 191-193) Cunningham mette la selenite e prescrive, per i rituali magici con queste pietre, candele bianche o argentate: accendine una prima di passare la bacchetta.
Quando purifichi l’altare, comincia dal Nord e dal Sud-Est: sono le due direzioni che Sandra Kynes registra per la selenite (2013, p. 601-603).
Selene e Luna sono le dee che Sandra Kynes associa alla selenite (2013, p. 601-603). Pearson la mette fra i gioielli principali della Dea lunare, con la pietra di luna, e ricorda che Selene ha per figlia Ecate, la dea delle streghe e dei crocicchi (p. 97-98 e 428).
Pearson le affida l’intuizione, i rituali magici lunari, la purificazione, il lavoro sui sogni e la chiarezza (p. 426-427), e l’usa per il contatto con gli spiriti perché la sua energia purificante filtra le presenze inutili o ostili (p. 430-431). Judy Hall scrive che le bacchette di selenite staccano le entità dall’aura e impediscono alle influenze esterne di agire sulla mente (2003, p. 386-391). Nella voce di Sandra Kynes compaiono la calma, la chiarezza, la magia lunare, la negatività da allontanare e le visioni.
Eliza Mabelle indica come compagne della selenite la tormalina nera, il diaspro marrone e la cianite (2020, p. 88-90).
“La selenite è un minerale stratificato, di colore chiaro, che somiglia superficialmente alla calcite”, Scott Cunningham, Enciclopedia delle pietre magiche
Per ripulire l’aura. Eliza Mabelle (2020, p. 88-90) fa tenere la bacchetta in selenite in mano e passarla più volte lungo tutto il corpo, dalla testa ai piedi, lasciando che attiri a sé le vibrazioni disturbanti e indesiderate.
Per ripulire pietre e strumenti. Pearson (p. 430-431) appoggia sulla selenite le altre pietre, i gioielli e gli strumenti rituali per liberarli dalle energie disarmoniche. Posa la bacchetta accanto o sotto ciò che vuoi purificare, con attenzione a non graffiarla.
Per divinare. Pearson consiglia di usarla con il proprio strumento divinatorio, come i tarocchi, perché i messaggi arrivino chiari: tienila sul tavolo durante la lettura.
Per custodirla. Pearson avverte che la selenite va pulita spesso anche lei, senza acqua né sale. Purificala nel fumo di un incenso o lasciala una notte alla luce della luna piena.
Il suo tempo è la luna piena e sono gli esbat, le celebrazioni lunari in cui la stregoneria tradizionale onora la Dea della Luna, come ricorda Pearson (p. 97-98). Usala prima e dopo un lavoro magico per ripulire te stesso e l’altare, prima di una lettura delle carte, e ogni volta che rientri a casa carico di tensioni altrui.
È lo strumento della strega che tiene pulito il proprio spazio: l’altare, le pietre, i tarocchi, sé stessa. Serve a chi lavora con la Luna, con Selene e con Ecate, a chi pratica la divinazione e il contatto con gli spiriti, a chi ha una collezione di pietre da mantenere limpide. Per chi comincia è uno strumento semplice e chiaro, da usare ogni giorno con un gesto solo.
Serve a purificare l’aura, l’altare, gli strumenti e le altre pietre. Eliza Mabelle la passa lungo il corpo dalla testa ai piedi per togliere le vibrazioni indesiderate, Judy Hall l’usa per staccare le entità dall’aura, Nicholas Pearson per ripulire pietre e gioielli e per rendere chiari i messaggi della divinazione.
Si tiene in mano e si passa dalla testa ai piedi, più volte, lasciando che attiri a sé le vibrazioni disturbanti. È il gesto descritto da Eliza Mabelle in «Crystals for Witches». Alla fine purifica la bacchetta nel fumo o alla luce della luna.
No: anche lei va pulita spesso, avverte Nicholas Pearson, come una spugna che lava tutto il resto ma non si lava da sé. Evita l’acqua e il sale, che la rovinano perché è gesso tenero. Usa il fumo di un incenso o una notte alla luce della luna piena, e custodiscila all’asciutto.
Ogni pietra, minerale o cristallo è un esemplare unico e naturale: eventuali variazioni di colore, forma, venature, inclusioni, sfumature o piccole imperfezioni sono caratteristiche proprie del singolo esemplare. Le immagini sono da considerarsi puramente indicative e il prodotto ricevuto può presentare caratteristiche leggermente differenti da quelle raffigurate.
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