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La canfora naturale è l’erba magica della purificazione, il cristallo bianco che la magia brucia per pulire lo spazio e affinare la vista interiore. Viene dall’albero della canfora, la Cinnamomum camphora, e il suo fumo penetrante e canforaceo spazza via le energie stagnanti, scaccia le presenze ostili e prepara il campo alla divinazione. Un pizzico sul carboncino basta per fumigare una stanza o un altare, e poche scaglie negli angoli della casa o in un sacchetto difendono lo spazio dall’invidia e dalle influenze pesanti. La canfora è anche l’erba dell’autodisciplina, quella che la tradizione usa per rompere gli attaccamenti e le cattive abitudini, e per il raccoglimento magico prima di un lavoro importante. In Oriente la sua fiamma purifica il tempio e accompagna le offerte, e bruciando si consuma quasi senza lasciare traccia. Canfora naturale di pura virtù magica, purificante e divinatoria. Sostanza tossica e infiammabile: solo uso rituale esterno, se ne brucia poca in uno spazio aerato.
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Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
Articolo destinato a uso rituale, simbolico, culturale o da collezione. Non è un alimento né un prodotto medico o terapeutico. Non va ingerito in nessun caso. Non è destinato al contatto con la pelle. Tienilo lontano dalla portata dei bambini.
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La canfora naturale viene dall’albero della canfora, la Cinnamomum camphora dell’Asia orientale. Nella magia è governata dalla Luna e dall’Acqua: il suo fumo penetrante purifica lo spazio, protegge e affina l’intuizione. Si presenta in cristalli e panetti bianchi.
La canfora è governata dalla Luna e dall’Acqua, l’erba femminile e fredda della pulizia e della vista interiore. Il suo giorno è il lunedì e la sua direzione è l’Ovest dell’acqua lunare. È una purificazione che raffredda e dissolve, e per questo accompagna la divinazione e il distacco più che l’azione accesa.
La canfora purifica, protegge e fa vedere: il suo fumo libera lo spazio dalle energie stagnanti, scaccia le presenze ostili e affina l’intuizione per la divinazione. La tradizione la usa anche per l’autodisciplina, per rompere gli attaccamenti e le cattive abitudini, e per smorzare i desideri indesiderati. È l’erba della pulizia fredda e del raccoglimento magico.
Si pone una scaglia sul carbone acceso e se ne brucia poca, perché il fumo è penetrante e dura a lungo; lo si passa negli angoli della stanza e sull’altare per purificare. Qualche pezzo negli angoli della casa o in un sacchetto difende lo spazio, mentre la canfora unita a qualche seme d’anice sul carbone accompagna la divinazione. Un breve raccoglimento magico prima del lavoro aiuta a entrare nel giusto stato. È una sostanza tossica e infiammabile: si usa solo per via esterna e rituale, non si ingerisce, se ne brucia poca in uno spazio aerato e si tiene lontana dai bambini. In gravidanza è bene evitarla.
Il suo giorno è il lunedì della Luna. Dà il meglio nei lavori di pulizia e di divinazione, meglio di notte quando si cerca una visione o si affina l’intuizione, e nei momenti in cui si vuole rompere un attaccamento o una cattiva abitudine e ritrovare il distacco.
La sceglie chi purifica gli spazi e allontana le presenze ostili, e chi pratica divinazione e lavoro d’intuizione. Si rivolge a chi cerca il distacco e l’autodisciplina, a chi vuole spezzare un attaccamento, e alla strega che desidera un’erba di pulizia fredda, lunare e potente sul carbone.
La canfora purifica e protegge. Il suo fumo penetrante pulisce lo spazio dalle energie stagnanti, scaccia le presenze ostili e affina l’intuizione per la divinazione. La tradizione magica la chiama anche in aiuto contro gli attaccamenti e le abitudini che imprigionano, e per il raccoglimento magico prima di un lavoro.
Si pone una scaglia sul carbone acceso e se ne brucia poca, perché il fumo è penetrante e dura a lungo; lo si passa negli angoli della stanza. Qualche pezzo negli angoli della casa o in un sacchetto difende lo spazio dall’invidia e dalle influenze pesanti.
Sì, la canfora è tossica se ingerita ed è infiammabile: va usata solo per via esterna e rituale, mai assunta. Se ne brucia poca su carboncino in uno spazio aerato, tenendola lontana dalla portata dei bambini. In gravidanza è bene evitarla del tutto.
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