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La piramide di tormalina nera è un talismano di schorl burattato, di circa 3/4 cm, che mette insieme due forze in un solo oggetto: la pietra nera che assorbe la negatività e la forma che raccoglie l’intento e lo spinge fuori dalla punta. La appoggi sulla scrivania, sull’altare o vicino all’ingresso, e lavora in due direzioni. Fa da amuleto di protezione contro le influenze pesanti che arrivano da fuori, e da talismano per l’obiettivo che le affidi: un progetto, la fortuna di un’impresa, la prosperità della casa. Le quattro facce sono levigate a finitura satinata, con spigoli netti e una base quadrata che poggia salda sul piano. In mano è fresca, compatta, più pesante di quanto la misura faccia pensare. La tormalina nera è la pietra che streghe e operatori tengono più vicina nei lavori di difesa e di radicamento; la piramide le dà una direzione, e serve a chi vuole una magia che protegge e insieme punta a qualcosa. Ogni pezzo è naturale, con lievi differenze di tono e di venatura da una piramide all’altra.
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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La piramide di tormalina nera è un talismano di schorl, il borosilicato di ferro, sodio e alluminio che la mineralogia chiama tormalina nera, duro 7-7,5 nella scala di Mohs. Scaldata o sfregata, la tormalina si carica di elettricità e attira cenere e pagliuzze: i mercanti olandesi del primo Settecento, racconta Mellie Uyldert, la usavano per ripulire le pipe.
La tormalina nera sta sotto Saturno e appartiene alla Terra, pietra di energia ricettiva: così Scott Cunningham nella «Encyclopedia of Crystal, Gem & Metal Magic» (1988, p. 158-159), che la usa per il radicamento e per rappresentare la Terra negli incantesimi di quell’elemento. Concorda Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013, p. 611-612), che la registra col nome mineralogico di schorl e la ritrova fra le pietre saturnine nella voce del pianeta (p. 889-890). Il Kynes vi affianca anche il Sole e l’Acqua. Alla Terra corrisponde il Nord, secondo la tavola degli elementi del medesimo repertorio (p. 949-951).
Il chakra della tormalina nera è quello della radice, affiancato dal sacrale, secondo il Kynes (2013, p. 611-612). Nella sua tavola dei chakra lo stesso autore pone la tormalina nera fra le pietre del primo centro, quello del radicamento (p. 989-990).
Per il Kynes (2013, p. 611-612) i segni della tormalina nera sono quattro: Capricorno, Bilancia, Pesci e Sagittario. Alcune tradizioni magiche, invece, la contano fra le pietre natali del Leone: così Ember Grant in «The Book of Crystal Spells» (2013). Alla famiglia delle tormaline nel suo insieme, senza distinzione di colore, il Kynes assegna lo Scorpione e Plutone.
Il giorno della piramide è il sabato, consacrato a Saturno. Nella voce del pianeta il Kynes (2013, p. 889-890) indica il sabato come suo giorno e mette la tormalina nera fra le sue pietre.
Gli intenti che il Kynes (2013) lega allo schorl sono la protezione, la purificazione, il radicamento, la stabilità emotiva e l’assorbimento della negatività; nella stessa voce compaiono la fortuna e la felicità, ed è qui che la piramide trova il suo lavoro di talismano. Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003, p. 448-451), scrive che la tormalina nera protegge dagli attacchi psichici, dagli incantesimi e dai malauguri. Cunningham (1988, p. 158-159) ricorda che la tormalina era sconosciuta ai maghi antichi e che ai suoi tempi era ancora poco usata in magia, anche se la sua fama cresceva: è una pietra della stregoneria moderna.
Eliza Mabelle, in «Crystals for Witches» (2020, p. 91-93), indica la selenite, la lepidolite e la mica come compagne della tormalina. Per la candela, Cunningham assegna alle pietre della Terra il verde (1988, p. 193-196): una candela verde accanto alla piramide accompagna i lavori di prosperità e di stabilità.
“Le pietre piramidali, rare in natura ma sempre più comuni presso i venditori, concentrano energia e la sprigionano attraverso la punta in direzione degli obiettivi della magia”, Scott Cunningham, Enciclopedia delle pietre magiche
Amuleto e talismano sono due lavori diversi. Oberon Zell-Ravenheart, nel «Grimoire for the Apprentice Wizard» (2004, p. 161), chiama amuleto, dal latino amuletum, «mezzo di difesa», l’oggetto caricato per proteggere e allontanare la cattiva sorte, e talismano l’oggetto caricato per uno scopo preciso, compresa la fortuna. La piramide di tormalina nera fa entrambe le cose.
Come talismano, la piramide lavora dalla punta. Cunningham, nell’«Enciclopedia delle pietre magiche» (p. 26-27), suggerisce di porre una banconota sotto la piramide e di visualizzare il denaro che fluisce attraverso la pietra e ne esce per portare prosperità. Con lo stesso gesto puoi mettere sotto la base un biglietto con l’intento scritto a mano: un progetto da avviare, un colloquio, la fortuna di una bottega.
Come amuleto, la piramide si mette dove arriva la pressione da fuori: sulla scrivania, fra te e la porta, oppure accanto all’ingresso di casa. Per caricarla la tieni nella mano ricettiva e fissi l’intento con un raccoglimento magico di qualche minuto. Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003, p. 54-56), consiglia di dichiarare ad alta voce lo scopo e di tenere la pietra dove la vedi spesso. Purificala una volta alla settimana nel fumo di un incenso di protezione.
Il giorno d’elezione è il sabato, sotto Saturno: caricala e rinnova il biglietto d’intento in quel giorno. Mettila al lavoro nell’incantesimo che accompagna l’avvio di un progetto, nel lavoro magico che precede un colloquio o una trattativa, quando apri un’attività e nei periodi in cui l’ufficio si fa pesante per l’invidia o le tensioni. Sull’altare orientala verso il Nord, il punto cardinale della sua Terra.
È la piramide di chi lavora con i talismani e vuole una pietra che protegga e insieme spinga verso un obiettivo. Serve alla strega che tiene l’altare anche sulla scrivania, a chi avvia un progetto e vuole difenderlo dall’invidia, a chi pratica la magia della prosperità con un gesto semplice e quotidiano. Per chi comincia con la tormalina nera è un primo strumento chiaro: una forma, due usi, nessun corredo da comprare.
Protegge e dirige l’intento. La piramide di tormalina nera lavora come amuleto contro la negatività che arriva da fuori e come talismano per un obiettivo preciso: la pietra assorbe, la forma concentra e proietta dalla punta. Si tiene sulla scrivania, sull’altare o vicino all’ingresso, spesso con un biglietto d’intento sotto la base.
Significa levigata nella graniglia. Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003), spiega che le ore passate a ruotare nella graniglia fine danno alla pietra una superficie dura: le pietre burattate sono le più resistenti e si possono tenere insieme in un sacchetto. Per questo reggono bene la tasca, l’altare e l’uso di ogni giorno.
Con l’intento e la visualizzazione. Tieni la pietra nella mano ricettiva, raccogliti qualche minuto e pronuncia ad alta voce lo scopo, come consiglia Judy Hall. Scott Cunningham (1988, p. 158-159) scrive che la tormalina nera è protettiva perché assorbe la negatività quando la si carica a quello scopo con la visualizzazione. Ripeti il gesto quando la senti affievolita.
Ogni pietra, minerale o cristallo è un esemplare unico e naturale: eventuali variazioni di colore, forma, venature, inclusioni, sfumature o piccole imperfezioni sono caratteristiche proprie del singolo esemplare. Le immagini sono da considerarsi puramente indicative e il prodotto ricevuto può presentare caratteristiche leggermente differenti da quelle raffigurate.
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