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L’opoponax in grani è la resina magica africana di Commiphora holtziana che gli operatori cerimoniali e le streghe bruciano nei lavori di trasformazione profonda. Sono grani scuri di resina, detta anche bisabol o mirra dolce, parente più morbida e dolce della mirra comune. Sul carboncino sprigionano un fumo denso, caldo e dolce-balsamico, meno amaro di quello della mirra, che accompagna il lavoro sulle acque profonde dell’anima. La magia cerimoniale della Golden Dawn colloca l’opoponax sul sentiero dello Scorpione, la via della morte e della rinascita: è la resina di Plutone, quella che si accende quando si affronta un cambiamento radicale, l’ombra, il mistero. È un incenso raro e prezioso, da lavoro serio, che chi pratica tiene accanto alla mirra e all’olibano per i lavori cerimoniali che scendono nelle acque profonde dell’anima, quando serve una resina più dolce ma non meno intensa. Non lo confondere con l’omonima erba mediterranea: questo è il vero opoponax resinoso del genere Commiphora.
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Informazioni sul prodotto
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Natura e utilizzo
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L’opoponax in grani è la gomma-resina di Commiphora holtziana, albero spinoso dell’Africa orientale, detta anche bisabol o mirra dolce. È la resina scura e dolce-balsamica che la magia cerimoniale della Golden Dawn colloca sul sentiero dello Scorpione, per i lavori di trasformazione profonda.
L’opoponax è resina di Plutone e di Scorpione, e le due corrispondenze si tengono per mano. Karen Harrison, nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021), lo elenca tra le materie di Plutone, il pianeta della morte e della rinascita; Aleister Crowley, in «777 and Other Qabalistic Writings» (1973), scrive che l’opoponax rimanda allo Scorpione ancor più direttamente del benzoino siamese. È la resina degli abissi e della trasformazione.
Nella magia cerimoniale della Golden Dawn l’opoponax appartiene al sentiero di Nun, il ventiquattresimo, quello dello Scorpione: lo attestano Aleister Crowley nel «Liber 777» (1909) e in «777 and Other Qabalistic Writings» (1973), Israel Regardie in «A Garden of Pomegranates» (1985) e Stephen Skinner nel «Complete Magician’s Tables» (2006). È un incenso da lavoro cerimoniale serio, legato alle acque profonde dell’anima e al mistero.
L’opoponax in grani si brucia su un carboncino ardente, dentro un incensiere con sabbia o cenere che protegga il piano dell’altare. Si accende il carboncino, si attende che si copra di cenere grigia, poi si depone un pezzo alla volta: la resina fonde e libera un fumo denso, caldo e dolce-balsamico. Per un lavoro cerimoniale di trasformazione si affumica lo spazio o si passa nel fumo lo strumento. Lavora in un ambiente ventilato: il fumo di resina è denso. Non si ingerisce: si brucia soltanto.
L’opoponax dà il meglio nei lavori di Scorpione e di Plutone: i lavori di trasformazione profonda, di morte e rinascita simbolica, di discesa nell’ombra. Accendilo quando affronti un cambiamento radicale, un lavoro interiore che tocca le acque profonde, o una pratica cerimoniale legata al sentiero di Nun. È resina da lavoro serio, non da tutti i giorni.
È la resina dell’operatore cerimoniale e della strega che lavora con l’ombra e la trasformazione: chi pratica la magia dello Scorpione e di Plutone, chi segue i sentieri dell’albero della vita, chi cerca un incenso raro e profondo oltre la mirra comune. Si rivolge a chi vuole grani di resina vera da bruciare sul carboncino, e non teme il lavoro sulle acque profonde dell’anima.
È una resina africana. L’opoponax in grani è la gomma-resina di Commiphora holtziana, un albero spinoso dell’Africa orientale, detta anche bisabol o mirra dolce. Da non confondere con l’erba mediterranea omonima: quella che si brucia sul carboncino è la resina scura e dolce-balsamica del genere Commiphora, sorella della mirra.
Su un carboncino ardente. Si accende un carboncino da incenso in un braciere con sabbia, si attende che sia coperto di cenere e si depone un pezzo di resina alla volta. L’opoponax fonde e libera il suo fumo caldo e balsamico. Serve solo il calore del carboncino, mai la fiamma diretta. Tieni la stanza ventilata.
Sono due resine sorelle. Appartengono allo stesso genere Commiphora: la mirra comune (Commiphora myrrha) ha un fumo più amaro e austero, l’opoponax (Commiphora holtziana) è più dolce e balsamico. Nella magia cerimoniale entrambe toccano lo Scorpione e le acque profonde, ma l’opoponax è la più rara e la più morbida al naso.
Dall’Africa orientale. L’opoponax è la resina essudata dagli alberi di Commiphora holtziana del Corno d’Africa. Come la mirra, cola dalle incisioni della corteccia e indurisce all’aria in grani scuri e resinosi, che si raccolgono e si bruciano sul carboncino nei lavori magici.
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