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La radice di giaggiolo è l’antica radice dell’amore e della saggezza, l’orris che le streghe usano da secoli per attrarre, purificare e divinare. È la radice dell’iris, la stessa che la tradizione chiama «radice della regina Elisabetta», dal dolce sentore di violetta. Ridotta in polvere si soffia verso la persona amata, si cosparge sulle lettere e sui vestiti, si chiude nei sacchetti d’amore con una candela rosa di Venere. La sua corrente di Venere e d’Acqua porta amore e attrazione, ma anche saggezza, purificazione e chiaroveggenza: è radice di divinazione e di protezione dello spazio sacro. Chi lavora la magia del cuore e della veggenza tiene la radice di giaggiolo accanto al carboncino, pronta per ogni filtro e ogni incantesimo del desiderio. La corrente di Venere si sveglia con un pizzico di polvere e un pensiero fermo sull’intento. La radice si conserva all’asciutto e si macina al momento per ogni lavoro magico.
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La radice di giaggiolo è il rizoma essiccato dell’iris, noto in tutta la tradizione magica come orris o «radice della regina Elisabetta». Erba di Venere e dell’Acqua, dal dolce aroma di violetta, si usa in polvere o in pezzi negli incantesimi d’amore e di attrazione, ma anche nei lavori di saggezza, purificazione e divinazione. «Giaggiolo» è il nome italiano dell’iris, e questa è la sua radice, una delle più amate della magia del cuore.
Il giaggiolo è governato da Venere e dall’Acqua, i signori dell’amore e dei sentimenti. Il dominio di Venere è quello principale, attestato da Scott Cunningham nell’Encyclopedia of Magical Herbs del 1985, da Ellen Dugan in Herb Magic for Beginners del 2006, da Sandra Kynes nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013 e da Paige Vanderbeck in Green Witchcraft del 2020. Alcune tradizioni magiche, invece, lo pongono sotto la Luna: lo dichiara erba lunare già Nicholas Culpeper nel suo The Complete Herbal del 1653, lo riprende il Picatrix nella traduzione di John Michael Greer e Christopher Warnock del 2009, e la stessa Vanderbeck affianca alla Venere anche la Luna. L’elemento è l’Acqua, su cui concordano Cunningham, Kynes e Vanderbeck.
Sul segno le fonti divergono. Sandra Kynes, nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013, lega il giaggiolo ai Pesci, il segno d’acqua dei sogni e della sensibilità. Il Picatrix, nella traduzione di John Michael Greer e Christopher Warnock del 2009, lo colloca invece sotto il Capricorno, tra le piante che nascono presso l’acqua. Due letture diverse di una stessa radice acquatica.
Il giaggiolo prende il nome da Iris, la dea messaggera, come ricorda Richard Folkard in Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884 e conferma Scott Cunningham nell’Encyclopedia of Magical Herbs del 1985. La radice è sacra alle grandi dee del femminile e dell’amore, Afrodite, Era e Iside, e al dio Osiride, come elencano lo stesso Cunningham e Sandra Kynes nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013, mentre Folkard la lega anche a Giunone, di cui l’iris era uno dei fiori sacri.
Sul centro energetico le fonti si dividono. Sandra Kynes, nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013, assegna al giaggiolo il terzo occhio, il centro della visione interiore, coerente con la sua vocazione divinatoria. Paige Vanderbeck, in Green Witchcraft del 2020, lo lega invece al cuore, il centro dell’amore e della tenerezza.
Il giaggiolo unisce due correnti. Da un lato la saggezza e la purificazione, suoi poteri principali secondo Scott Cunningham nell’Encyclopedia of Magical Herbs del 1985, ripresi da Arin Murphy-Hiscock in The Green Witch’s Garden del 2021, che ne fa un fiore di purificazione, benedizione e saggezza. Dall’altro l’amore e l’attrazione: la radice è un potente talismano d’amore e di passione, scrive Paige Vanderbeck in Green Witchcraft del 2020, che vi aggiunge attrazione, comunicazione psichica, protezione psichica, fortuna e potere femminile. Cunningham la dice anche erba di protezione e di divinazione, e in Giappone si appendeva alla casa e si aggiungeva al bagno per difendersi dagli spiriti maligni. Folkard, in Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884, ricorda che i Greci la piantavano sulle tombe perché la dea Iris guidasse le anime femminili dei defunti. Alcune tradizioni magiche, invece, vi leggono il desiderio di una relazione stabile fondata sulla bellezza e sulla comunicazione, come scrive Judy Ann Nock nel Modern Witchcraft Guide to Magickal Herbs del 2019.
Il giaggiolo è erba di genere femminile, di energia ricettiva e yin, come concordano Scott Cunningham nell’Encyclopedia of Magical Herbs del 1985 e Sandra Kynes nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013. La sua eredità è antichissima: Richard Folkard, in Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884, racconta che gli Egizi posero l’iris sulla fronte della Sfinge e sugli scettri dei faraoni, e che nella tradizione cristiana i tre petali del fiore vennero letti come fede, saggezza e valore.
Per attrarre, riduci in polvere la radice di giaggiolo e soffiala verso la persona desiderata, oppure cospargila sui biglietti, sui vestiti e dentro un sacchetto d’amore con una candela rosa. Per la saggezza e la purificazione, brucia un poco di polvere su carboncino come incenso, oppure aggiungila all’acqua del bagno per difenderti e riarmonizzarti. La radice intera si porta addosso come talismano d’amore e di attrazione, e nei lavori di divinazione accompagna la chiaroveggenza. Conserva la radice all’asciutto, lontano dall’umidità.
Usala in luna crescente per far nascere e crescere un sentimento, prima di un incontro o di un incantesimo di riconciliazione, e quando vuoi farti notare e desiderare. Per i lavori di saggezza, purificazione e divinazione, scegli una sera tranquilla con la mente sgombra, quando cerchi chiarezza e risposte. È la radice da accendere ogni volta che il cuore e la visione interiore chiedono la corrente dolce di Venere.
È indicata per chi lavora la magia d’amore e d’attrazione e per chi cerca riconciliazione e armonia in una relazione. È la radice giusta anche per chi pratica la divinazione, la purificazione e i lavori di saggezza, e vuole una corrente dalla forte impronta di Venere. La strega che cura i filtri del cuore la tiene sull’altare, pronta per ogni incantesimo e ogni fumigazione dolce.
Le corrispondenze magiche di questa scheda vengono dalle seguenti opere: Nicholas Culpeper, The Complete Herbal, 1653; Richard Folkard, Plant Lore, Legends, and Lyrics, 1884; Scott Cunningham, Cunningham’s Encyclopedia of Magical Herbs, 1985; Ellen Dugan, Herb Magic for Beginners, 2006; John Michael Greer e Christopher Warnock (trad.), Picatrix (libri III-IV), 2009; Sandra Kynes, Llewellyn’s Complete Book of Correspondences, 2013; Judy Ann Nock, The Modern Witchcraft Guide to Magickal Herbs, 2019; Paige Vanderbeck, Green Witchcraft, 2020; Arin Murphy-Hiscock, The Green Witch’s Garden, 2021.
Amore, saggezza e divinazione. La radice di giaggiolo, l’orris di Venere, richiama l’amore e l’attrazione: la polvere si soffia e si cosparge, la radice si chiude nei sacchetti d’amore. Porta anche saggezza e purificazione, e accompagna i lavori di divinazione e chiaroveggenza.
Sono la stessa pianta. «Giaggiolo» è il nome italiano dell’iris, e questa è la sua radice essiccata, conosciuta come orris o «radice della regina Elisabetta». Nella magia è l’erba di Venere dell’amore, della saggezza e della purificazione, usata in polvere, nei sacchetti incantati e nella divinazione.
In polvere o nei sacchetti. Riduci la radice in polvere e soffiala verso chi desideri, oppure cospargila sui suoi biglietti e vestiti. Chiudine un poco in un sacchetto d’amore con una candela rosa di Venere e portalo con te, alimentandolo con il pensiero fermo sull’intento.
Sì, è radice di chiaroveggenza. Scott Cunningham la annovera tra le erbe di divinazione, e la tradizione la lega al terzo occhio della visione interiore. In polvere si brucia come incenso prima dei lavori di divinazione e di lettura, per aprire la percezione e schiarire la mente.
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