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I petali di rosa essiccati sono il fiore di Venere nella stregoneria, l’ingrediente d’elezione per ogni incantesimo d’amore. Si lavorano sull’altare di Venere per attirare l’amore, accendere la bellezza e nutrire l’auto-amore, e per la guarigione del cuore dopo una ferita. Li spargi nei sacchetti magici, li sciogli nei bagni rituali, li bruci su un carboncino per nutrire l’incanto, li offri alla dea. Sono petali di rosa comune (Rosa spp.) essiccati e sfusi, pronti per il lavoro magico: una manciata sotto il cuscino per sognare l’amato, un cerchio di petali attorno alla candela rosa, una presa nell’acqua di un bagno d’amore. Nel venerdì di Venere danno il meglio, e i loro intenti fioriscono alla luna piena di giugno. Le streghe li tengono nella scatola dei filtri, perché la rosa è da sempre il cuore della magia rossa. I petali rossi accendono la passione, quelli rosa l’amore tenero e l’auto-amore. Fiore di pura virtù magica, per l’amore e la bellezza.
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I petali di rosa essiccati (Rosa spp.) sono il fiore di Venere della tradizione magica: l’ingrediente classico degli incantesimi d’amore. Sull’altare, nei sacchetti e nei bagni rituali governano amore, bellezza e divinazione amorosa, e accompagnano la guarigione del cuore e l’auto-amore.
La rosa è il fiore di Venere per eccellenza. Lo affermano in coro le fonti più diverse: Cornelius Agrippa nei «Three Books of Occult Philosophy» (1993), Aleister Crowley nel «777 and Other Qabalistic Writings» (1973), che la dice fiore speciale di Venere, Scott Cunningham nella «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985), Karen Harrison nel «Manuale di erboristeria alchemica» (2021) e Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013). Éliphas Lévi, in «Transcendental Magic» (1896), arriva a scrivere che la rosa è il colore stesso di Venere. Alcune tradizioni magiche, invece, distinguono il pianeta secondo il colore del fiore: Nicholas Culpeper («The Complete Herbal», 1653) e Richard Folkard («Plant Lore, Legends, and Lyrics», 1884) pongono le rose rosse sotto Giove, le bianche sotto la Luna e le Damaschine sotto Venere, mentre il «Picatrix» (libri III-IV, 2009) accosta la rosa anche al Sole. L’elemento resta concorde, l’Acqua, riconosciuta da Cunningham, Ellen Dugan («Herb Magic for Beginners», 2006), Harrison, Kynes e Paige Vanderbeck («Green Witchcraft», 2020), con la Terra che Harrison vi affianca. Cunningham e Kynes ne segnano il genere femminile, energia Yin, ricettiva.
Sandra Kynes (2013) e Paige Vanderbeck (2020) collocano la rosa nei segni d’acqua e di Venere: Cancro, Bilancia e Toro, con il Sagittario che Kynes vi aggiunge.
Il giorno della rosa è il venerdì, dedicato a Venere, come segna Sandra Kynes (2013). La stessa fonte assegna alla rosa bianca il lunedì, giorno della Luna.
Kynes (2013) lega la rosa alla luna piena di giugno, quando i roseti sono nel pieno della fioritura e la loro virtù magica tocca l’apice.
Sandra Kynes (2013) e Paige Vanderbeck (2020) aprono la rosa a tutti i centri, ma la legano soprattutto al cuore, suo chakra d’elezione, e alla corona. Il fiore dell’amore lavora dove l’amore ha sede.
La rosa è sacra a Venere e alle grandi dee dell’amore. Cunningham (1985) e Kynes (2013) elencano un pantheon ampio: Afrodite, Iside, Hathor, Demetra, Freya, Flora e Aurora. Ellen Dugan (2006) ricorda che il fiore è sacro ad Afrodite, Venere e Freya, le più note dee dell’amore. Karen Harrison (2021) racconta la tradizione per cui la rosa nacque dalle lacrime di Venere che piangeva l’amante morente, Adone. Al maschile rispondono Eros e Cupido, gli dèi del desiderio (Cunningham, Kynes), e Angus, il dio celtico dell’amore segnalato da Kynes.
Kynes (2013) lega la rosa a Ostara, l’equinozio di primavera, e alla romana Rosalia, l’antica festa delle rose dedicata ai defunti e a Venere.
La virtù sovrana della rosa è l’amore. Cunningham (1985) la pone al primo posto dei suoi poteri, Ellen Dugan (2006) la dice ingrediente classico di ogni incantesimo d’amore, Karen Harrison (2021) ricorda che in ogni cultura la rosa è legata all’amore e alla bellezza, e Judy Ann Nock («The Modern Witchcraft Guide to Magickal Herbs», 2019) la chiama regina dei fiori, dono d’amore per eccellenza. Da qui le sue molte facce: attrazione e seduzione, con Nock che parla di evocare l’attrazione sessuale e Harrison di un bagno rituale prima di sedurre, e l’amore romantico e l’auto-amore, con la bellezza, che Vanderbeck (2020) le riconosce. La dolcezza dell’unione la suggella Dario Spada nei «Riti e magie delle campagne» (2020) con la formula «con il potere della rosa, rendo dolce l’unione».
Accanto all’amore, la rosa è erba di divinazione e poteri psichici. Cunningham (1985) le attribuisce la divinazione amorosa, e Folkard (1884) tramanda il rituale della vigilia di mezza estate, quando una fanciulla, camminando all’indietro nel giardino, coglie una rosa per conoscere il volto del futuro sposo. Vi si aggiungono la protezione (Cunningham, Arin Murphy-Hiscock nel «The Green Witch’s Garden», 2021), i sogni profetici, l’attrazione delle fate, la tranquillità, l’armonia e la spiritualità che Murphy-Hiscock le riconosce. Alcune tradizioni magiche, invece, ne fanno un fiore funerario: i Greci, ricorda Folkard, ornavano di rose le tombe per proteggere i defunti. Karen Harrison (2021), infine, ricorda che i cinorrodi, carichi della vibrazione di Giove, attirano la ricchezza se aggiunti a un amuleto tenuto insieme al denaro.
La rosa porta con sé un intero folklore europeo, fatto di astrologia popolare e divinazione rurale, che Richard Folkard (1884) raccoglie nel suo «Plant Lore, Legends, and Lyrics». Judy Ann Nock (2019) ne ricorda anche il legame con l’illuminazione spirituale, attraverso strumenti come il rosario e l’antico ordine occulto dei Rosacroce, che dalla rosa prendono il nome.
I petali di rosa sono l’ingrediente più versatile della magia d’amore. Sull’altare di Venere si offrono alla dea e si dispongono in cerchio attorno a una candela rosa o rossa per accendere l’incantesimo. Nei sacchetti magici entrano negli amuleti d’amore, di bellezza e di auto-amore da portare addosso. Nei bagni rituali si sciolgono nell’acqua per riarmonizzare il cuore e per il bagno di seduzione prima di un incontro.
Come incenso si bruciano su un carboncino per nutrire l’incanto e attirare l’affetto. Per la divinazione amorosa si pone una manciata di petali sotto il guanciale per sognare l’amato, oppure si coglie una rosa la vigilia di mezza estate secondo l’antico rituale. I cinorrodi, infilati in un amuleto tenuto col denaro, attirano la ricchezza per la loro vibrazione gioviale.
Il tempo della rosa è il venerdì, giorno di Venere, e i suoi intenti d’amore fioriscono alla luna piena di giugno, quando i roseti sono al culmine. La rosa bianca preferisce invece il lunedì, giorno lunare.
Fra le feste della Ruota dell’Anno la rosa appartiene a Ostara, l’equinozio di primavera, e alla romana Rosalia. Per la divinazione amorosa il momento d’elezione è la vigilia di mezza estate, quando le streghe interrogano il fiore sul futuro sposo.
I petali di rosa essiccati sono l’erba di chi pratica la magia d’amore: chi vuole attrarre un amore nuovo, rinsaldare un legame o accendere la seduzione. Sono il fiore di chi lenisce il cuore ferito e coltiva l’auto-amore e la bellezza, e di chi onora le grandi dee dell’amore, da Afrodite a Iside a Freya.
Parlano anche a chi pratica la divinazione amorosa e il lavoro sui sogni, e a chi cerca tranquillità e armonia interiore. Per la sua dolcezza e la sua fama antica, la rosa è un’erba che non manca mai nella scatola dei filtri di una strega.
Le corrispondenze di questa scheda provengono dalle seguenti opere: Cornelius Agrippa, «Three Books of Occult Philosophy» (1993); Raymond Buckland, «Buckland’s Complete Book of Witchcraft» (1997); Aleister Crowley, «777 and Other Qabalistic Writings» (1973); Nicholas Culpeper, «The Complete Herbal» (1653); Scott Cunningham, «Encyclopedia of Magical Herbs» (1985); Ellen Dugan, «Herb Magic for Beginners» (2006); Richard Folkard, «Plant Lore, Legends, and Lyrics» (1884); Karen Harrison, «Manuale di erboristeria alchemica» (2021); Sandra Kynes, «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013); Éliphas Lévi, «Transcendental Magic» (1896); Judy Ann Nock, «The Modern Witchcraft Guide to Magickal Herbs» (2019); Arin Murphy-Hiscock, «The Green Witch’s Garden» (2021); Paige Vanderbeck, «Green Witchcraft» (2020); «Picatrix» (libri III-IV, 2009); Dario Spada, «Riti e magie delle campagne» (2020).
Servono soprattutto agli incantesimi d’amore. I petali di rosa essiccati, fiore di Venere, attirano l’amore, accendono la bellezza e la seduzione, nutrono l’auto-amore e leniscono il cuore ferito. Si usano anche per la divinazione amorosa, la protezione e i sogni profetici, sull’altare e nei sacchetti magici.
Venere e il venerdì. La rosa è il fiore di Venere per la quasi totalità delle fonti, e il suo giorno è il venerdì. Alcune tradizioni magiche, invece, distinguono per colore: le rose rosse sotto Giove, le bianche sotto la Luna, e queste ultime preferiscono il lunedì.
Sull’altare e nei sacchetti. Si dispongono in cerchio attorno a una candela rosa, si cuciono negli amuleti d’amore da portare addosso, si sciolgono nei bagni rituali di seduzione e si bruciano su un carboncino. Una manciata sotto il cuscino aiuta a sognare l’amato.
Sì, per la divinazione amorosa. Cunningham e Folkard ne tramandano l’uso oracolare: la vigilia di mezza estate si coglie una rosa camminando all’indietro nel giardino per conoscere il futuro sposo. Posti sotto il guanciale, i petali di rosa favoriscono anche i sogni profetici e il lavoro divinatorio.
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