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L’assenzio bruciato su carboncino porta le sue proprietà magiche direttamente nello spazio rituale: protezione da malefici e malocchio, affinamento della vista psichica, comunicazione con gli spiriti e apertura al sogno profetico. Pianta marziale e di fuoco, l’Artemisia absinthium è da secoli l’erba delle streghe, scelta per banishing, uncrossing, protezione dei confini e lavoro rituale con i defunti. Le foglie e le sommità essiccate sprigionano un aroma amaro e penetrante al contatto con il carboncino ardente. L’assenzio protegge i confini magici, spezza la sfortuna e respinge l’energia negativa, la rabbia e gli incantesimi ostili. Si presta a rituali d’amore e alla protezione durante i viaggi. Consacrato a Iris, Diana e Artemide dalla tradizione magica, porta un simbolismo antico di amarezza e di giudizio. Venduto in pezzatura da 2 grammi per uso rituale su carboncino. Pianta tossica per la presenza di tujone: uso esclusivamente rituale ed esterno, non ingerire mai.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
Articolo destinato a uso rituale, simbolico, culturale o da collezione. Non è un alimento né un prodotto medico o terapeutico. Non va ingerito in nessun caso. Non è destinato al contatto con la pelle. Tienilo lontano dalla portata dei bambini.
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L’Artemisia absinthium, nota come assenzio, è pianta marziale dall’aroma amaro e penetrante. Le assenzio proprietà magiche si dispiegano bruciando le foglie e le sommità essiccate su carboncino come incenso. Protezione, divinazione, poteri psichici, comunicazione con gli spiriti: l’assenzio li governa tutti. Pianta tossica per il tujone, si usa solo in ambito rituale ed esterno.
L’assenzio è pianta di Marte: Nicholas Culpeper lo dichiara nel The Complete Herbal del 1653 («Wormwood is an herb of Mars»), Scott Cunningham conferma nell’Encyclopedia of Magical Herbs del 1985 e Richard Folkard in Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884 («Astrologers adjudge Wormwood to be a herb of Mars»). Sandra Kynes, nel Llewellyn’s Complete Book of Correspondences del 2013, ribadisce l’attribuzione marziale. Karen Harrison, nel Manuale di erboristeria alchemica del 2021, aggiunge Saturno come pianeta coesistente: l’assenzio vibra sotto due pianeti.
Il fuoco governa l’assenzio secondo Cunningham (1985) e Kynes (2013), la quale registra anche l’Aria come elemento coesistente. Alcune tradizioni magiche, invece, assegnano all’assenzio l’elemento Terra: Karen Harrison, nel Manuale di erboristeria alchemica del 2021, è esplicita su questo punto. Tre letture elementali convivono per la stessa pianta.
Kynes (2013) e Stephen Skinner, nel The Complete Magician’s Tables del 2006, associano l’assenzio ai Gemelli. Kynes attesta anche il Cancro come segno coesistente, ampliando il ventaglio zodiacale della pianta.
Il lunedì è il giorno dell’assenzio secondo Kynes (2013). Giorno di raccoglimento magico, favorisce gli incantesimi di protezione e di divinazione.
La luna nuova è la fase di elezione per l’assenzio, sempre secondo Kynes (2013). L’oscurità lunare apre gli incantesimi di protezione, di divinazione e di percezione psichica.
Cunningham (1985) e Kynes (2013), che definisce l’energia dell’assenzio «Yang», classificano la pianta come erba di genere maschile. Forza attiva, proiettiva, marziale.
L’assenzio è consacrato a Iris, Diana e Artemide secondo Cunningham (1985) e Kynes (2013). Alcune tradizioni magiche, invece, lo dedicano a Iside: Folkard, in Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884, scrive che «Wormwood was dedicated to Isis». Quattro divinità femminili vigilano sull’erba amara.
Gli intenti magici dell’assenzio sono molteplici e documentati da più autori. Cunningham (1985) lo brucia in incensi per sviluppare i poteri psichici e la chiaroveggenza; Arin Murphy-Hiscock, nel The Green Witch’s Garden del 2021, lo conferma. Karen Harrison, nel Manuale di erboristeria alchemica del 2021, scrive che l’assenzio «apre i centri psichici, consente di comunicare con i morti, evocare gli spiriti e ottenere informazioni nello stato di sogno».
Per la protezione, Cunningham (1985) lo raccomanda contro l’essere stregati. Judy Ann Nock, nel The Modern Witchcraft Guide to Magickal Herbs del 2019, lo definisce erba apotropaica che protegge dal male. Cunningham (1985) e Murphy-Hiscock (2021) lo impiegano per la protezione durante i viaggi. Nock (2019) lo usa per la magia dei confini, allontanando persone ed energie indesiderate.
Murphy-Hiscock (2021) e Nock (2019) lo impiegano per banishing, esorcismo e uncrossing, per rompere la sfortuna. Harrison (2021) lo raccomanda in incensi, bagni e amuleti per respingere l’energia negativa e la rabbia. Cunningham (1985) lo annovera tra le erbe degli incantesimi d’amore in chiave magica.
Oltre all’uso operativo, l’assenzio porta un’eredità simbolica profonda. Maria Callcott, in A Scripture Herbal del 1842, lo identifica come simbolo scritturale di amarezza e di giudizio. Éliphas Lévi, nella traduzione di A. E. Waite di Transcendental Magic del 1896, richiama la stella «Assenzio» dell’Apocalisse come immagine dell’amaro e della materializzazione del dogma.
Si brucia una piccola quantità di assenzio essiccato su un carboncino ardente. L’aroma amaro e penetrante si diffonde nell’aria e carica lo spazio di intento magico. Per la protezione, si brucia per purificare l’ambiente da malefici, malocchio ed energie indesiderate. Per la divinazione e i poteri psichici, si respira il fumo durante la focalizzazione sull’intento magico. L’assenzio affina la chiaroveggenza e apre la percezione psichica. Per la comunicazione con gli spiriti, si brucia durante i rituali magici di evocazione e il lavoro onirico.
Per il banishing e l’uncrossing, si brucia per spezzare la sfortuna e allontanare presenze negative. Per la protezione dei confini, si brucia presso porte e finestre. L’assenzio si presta anche a incantesimi d’amore in chiave simbolica e magica.
Avvertenza di sicurezza: l’assenzio contiene tujone ed è pianta tossica. Uso esclusivamente rituale ed esterno. Non ingerire mai, non applicare sulla pelle, non usare internamente in alcun modo. Tenere lontano da bambini e animali. Lavarsi le mani dopo la manipolazione.
Il lunedì è il giorno di elezione per l’assenzio, secondo Kynes (2013). La fase lunare ideale è la luna nuova, momento di oscurità propizio agli incantesimi di protezione, di divinazione e di apertura psichica. La praticante accende il carboncino di lunedì in luna nuova per massimizzare la vibrazione dell’erba.
Per la protezione da malefici e malocchio, si brucia quando si percepisce un’energia ostile nell’ambiente. Per la divinazione e i poteri psichici, si usa prima del raccoglimento magico notturno. Per la comunicazione con gli spiriti, si brucia al buio, in luna nuova, per favorire il contatto con i defunti. Per il banishing, si impiega quando si rompe un incantesimo di sfortuna.
L’assenzio è per la strega e il praticante che lavorano con la protezione, la divinazione e gli spiriti. È per chi cerca un’erba marziale di fuoco, capace di purificare i confini, spezzare la sfortuna e affinare la vista psichica. È per chi pratica rituali magici di banishing, di uncrossing, di evocazione. È per chi brucia incensi su carboncino e conosce le corrispondenze planetarie e lunari delle erbe.
Le proprietà magiche dell’assenzio soddisfano la praticante che opera con la comunicazione con i morti, il lavoro onirico e la chiaroveggenza. Erba da altare, da incenso, da difesa. L’assenzio è amaro, marziale, potente.
Il significato esoterico è legato all’amarezza, alla protezione e alla visione psichica. Pianta di Marte e di fuoco, consacra i confini magici e apre la percezione psichica. Maria Callcott, in A Scripture Herbal del 1842, lo identifica come simbolo scritturale di amarezza e di giudizio. Éliphas Lévi, in Transcendental Magic del 1896, richiama la stella «Assenzio» dell’Apocalisse come immagine dell’amaro.
Si brucia su carboncino ardente per purificare l’ambiente da malefici, malocchio ed energie indesiderate. Judy Ann Nock (2019) lo definisce erba apotropaica per la magia dei confini. Cunningham (1985) lo raccomanda contro l’essere stregati. Si brucia presso porte e finestre per proteggere i confini, oppure nei rituali magici di banishing e uncrossing.
Si brucia come incenso rituale su carboncino, ma è pianta tossica per la presenza di tujone. Uso esclusivamente esterno e rituale. Non ingerire mai, non applicare sulla pelle, non usare internamente. Tenere lontano da bambini e animali. Lavarsi le mani dopo la manipolazione delle foglie essiccate.
Adatto a poteri psichici, divinazione, comunicazione con gli spiriti, protezione da malefici, banishing e uncrossing. Harrison (2021) lo impiega per evocare gli spiriti e ottenere informazioni nel sogno. Cunningham (1985) lo brucia per sviluppare la chiaroveggenza. Le assenzio proprietà magiche coprono anche la protezione dei confini e dei viaggi.
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