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La mirra del Perù è la resina andina dello Styrax weberbaueri, l’albero sudamericano da cui i curanderos ricavano una delle resine da sahumerio più amate delle Ande. Porta il nome della mirra per l’aroma affine, ma appartiene alla famiglia dello storace e del benzoino: una resina ambrata dal fumo dolce, caldo e misterioso, che evoca la notte. Si brucia sul carbone per la pulizia energetica e la protezione dello spazio magico, nella tradizione del sahumerio che da secoli accompagna le limpiezas e i lavori esoterici del mondo andino. Il suo fumo avvolgente raccoglie l’ambiente, scioglie le energie pesanti e prepara al rituale magico. Chi lavora con le resine sudamericane, accanto al copale e al palo santo, trova in questa resina peruviana una voce dolce e profonda, diversa dalla mirra africana, un carattere tutto suo. Una lacrima sul carboncino acceso e la limpieza ha inizio. Portala nel tuo spazio magico con la Spezieria.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
Articolo destinato a uso rituale, simbolico, culturale o da collezione. Non è un alimento né un prodotto medico o terapeutico. Non va ingerito in nessun caso. Non è destinato al contatto con la pelle. Tienilo lontano dalla portata dei bambini.
Resi
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La mirra del Perù è la resina dello Styrax weberbaueri, un albero che cresce sulle Ande peruviane. Nonostante il nome, appartiene alla famiglia dello storace e del benzoino, non al genere della vera mirra africana: è una resina del sahumerio sudamericano, usata per la pulizia energetica e la protezione. Il suo fumo è dolce, ambrato e profondo.
La mirra peruviana vive nella tradizione del sahumerio, la fumigazione sacra del mondo andino. I curanderos e gli operatori bruciano le resine sudamericane, copale e mirra peruviana, sui carboni ardenti per le limpiezas, le pulizie energetiche di persone, oggetti e ambienti. È in questa cornice culturale che la resina trova il suo posto rituale, accanto al palo santo.
Nella pratica magica questa resina serve a purificare e proteggere: il suo fumo dolce e avvolgente scioglie le energie pesanti di uno spazio, lo raccoglie e lo prepara al lavoro esoterico. È una resina di pulizia e di difesa, adatta ad aprire un rituale magico, a nettare l’altare o a chiudere una limpieza.
La mirra peruviana si accompagna alle altre resine andine: il copale, con cui condivide l’uso nel sahumerio, e il palo santo, il legno sacro della stessa tradizione. Il carboncino autoaccendente è lo strumento che ne libera il fumo. Insieme formano il corredo della limpieza sudamericana.
Accendi un carboncino in un bruciaincenso resistente al calore e attendi che si copra di cenere. Posa una lacrima di resina sul carbone: si scioglie rilasciando un fumo dolce e ambrato. Conduci il sahumerio attorno alla persona, sull’oggetto o negli angoli dello spazio da pulire, muovendo il fumo con la mano o con una piuma. Mantieni l’ambiente arieggiato e non lasciare mai il carbone acceso incustodito.
Si brucia ogni volta che uno spazio o una persona chiede una pulizia energetica: prima di un rituale magico, per nettare l’altare, dopo una giornata pesante, quando si sente il bisogno di sciogliere il clima di un ambiente. Nella tradizione andina il sahumerio accompagna i passaggi e le aperture, e la resina peruviana vi porta la sua nota dolce e raccolta.
È per chi lavora con le resine sudamericane e con il sahumerio andino, per chi pratica limpiezas e pulizie energetiche, per chi cerca una resina dolce e profonda diversa dalla mirra africana. Chi già usa il palo santo e il copale trova nella mirra peruviana il terzo elemento della tradizione andina, da bruciare sul carbone.
È una resina andina. La mirra del Perù si ricava dallo Styrax weberbaueri, un albero delle Ande peruviane, e appartiene alla famiglia dello storace, non al genere della vera mirra africana. Porta quel nome per l’aroma affine. Si usa nel sahumerio sudamericano per la pulizia energetica e la protezione.
Si brucia su un carboncino. Accendi il carbone, aspetta la cenere e posa una lacrima di resina sopra. Il fumo dolce si conduce attorno alla persona, sull’oggetto o nello spazio da pulire, muovendolo con la mano o una piuma. È il gesto della limpieza andina, da fare in un ambiente arieggiato.
Sono due resine diverse. La mirra vera viene dalla Commiphora myrrha, l’albero africano e arabo; la mirra peruviana è invece uno Styrax delle Ande, parente dello storace e del benzoino. Hanno aroma affine e nome simile, ma specie e tradizioni diverse: africana ed egizia l’una, andina l’altra.
Serve alla pulizia energetica. Nella tradizione del sahumerio andino questa resina purifica e protegge lo spazio magico: il fumo scioglie le energie pesanti, raccoglie l’ambiente e apre al rituale. Si usa accanto al copale e al palo santo per le limpiezas di persone, oggetti e luoghi.
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