Tenuto per la perlina in fondo alla catenella, questo pendolo di ossidiana nera lavorato a goccia risponde col suo movimento alle domande di sì e di no. Montata in un pendolo, l’ossidiana allontana ciò che è negativo: fra i suoi poteri c’è la divinazione, e la si conta fra le pietre che si oppongono alla magia oscura. All’altare il pendolo diventa anche una voce per i tuoi antenati, che puoi interrogare col sì e col no o con le lettere di una tavola. Il primo lavoro, però, è imparare come dice sì e come dice no, perché ogni pendolo risponde a modo suo. Quando un consulto conta, aprilo all’altare chiedendo protezione e risposte vere alla divinità che onori. Poi la mano impara con la pratica, poca e frequente.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
Articolo destinato a uso rituale, simbolico, culturale o da collezione. Non è un alimento né un prodotto medico o terapeutico. Non va ingerito in nessun caso. Non è destinato al contatto con la pelle. Tienilo lontano dalla portata dei bambini.
Resi
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Con questo pendolo fai divinazione per sì e per no, interroghi i tuoi antenati all’altare e lavori con una pietra, l’ossidiana nera, che allontana ciò che è negativo.
Prendi fra due dita la perlina all’estremità libera della catenella, appoggia il gomito al tavolo se ti aiuta e lascia il polso sciolto. Poni una domanda dalla risposta sicuramente affermativa e osserva il movimento: avanti e indietro, da un lato all’altro, in tondo. Poi fagliene una che vuole il no. Ripeti con domande diverse finché il sì e il no tornano sempre uguali. Molti pendoli dicono sì girando come le lancette dell’orologio e no nel verso opposto, ma il codice di questo lo scopri provando; se preferisci, puoi stabilirlo tu e dichiararlo ad alta voce prima di cominciare. Esercitati con regolarità, mai più di un quarto d’ora al giorno e senza tensione, che disturba le risposte.
Un pendolo nuovo si carica lasciandolo dalla sera al mattino sotto la luna, oppure in una ciotola sul tuo altare. C’è chi usa anche acqua consacrata o sale: con l’ossidiana lasciali stare, perché l’ammollo non le giova e il sale grosso la riga. Per i consulti importanti il rituale si fa all’altare: chiedi pace e protezione alla divinità che preferisci, posa il pendolo sul palmo sinistro, coprilo con la destra e alza le mani all’altezza delle spalle. Chiedi risposte vere e oneste, e protezione per lo strumento; attendi qualche respiro e ringrazia. Poi comincia dalle domande che contano meno, e annota le risposte.
Dopo un consulto che ti ha scosso purificalo col fumo dell’incenso o con la luce della luna. Quando non lavora tienilo nel velluto o avvolto in un ritaglio di seta, che non lo graffiano, e non usarlo per altro che per la divinazione.
All’altare puoi rivolgere le domande ai tuoi antenati, col sì e col no, oppure tenere il pendolo sopra una tavola con l’alfabeto e annotare verso quali lettere e numeri oscilla. Se hai perso qualcosa, disegna una mappa della zona dove pensi che sia e indica i punti piano, col dito o con una matita, mentre tieni il pendolo sospeso sopra il foglio: i tuoi antenati possono guidarti al posto giusto, se vorranno.
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