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La resina di elemi in grani è l’incenso magico delle Filippine, cugino dell’olibano e della mirra: la posi su un carboncino acceso e in pochi istanti libera un fumo fresco e agrumato, con il limone in testa e un fondo balsamico di pino e di pepe. È la gommoresina del Canarium luzonicum, una pasta pallida e morbida che la giungla umida fa stillare dalla corteccia incisa. Chi pratica la brucia per purificare lo spazio prima di un incantesimo, per schiarire la mente e portare lucidità al lavoro esoterico, e come base resinosa su cui costruire i propri incensi. Il suo fumo netta l’aria e apre il raccoglimento magico, nella stessa famiglia di resine sacre da cui vengono l’olibano e la mirra. Pochi grani rendono molto: bruciano dolci, senza la nota severa delle resine più scure. Una resina magica fresca e luminosa, da tenere sull’altare accanto agli incensi di ogni giorno.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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Resi
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La resina di elemi è l’essudato indurito del Canarium luzonicum, un albero della famiglia delle Burseraceae che cresce nelle foreste umide delle Filippine, la stessa famiglia botanica dell’olibano e della mirra. Si raccoglie incidendo la corteccia e si presenta come una gommoresina molle, dal bianco al giallo ambrato, che arsa sul carbone sprigiona un fumo fresco, agrumato e balsamico.
Nelle letture planetarie moderne la resina di elemi è ricondotta a Urano, il pianeta dell’illuminazione improvvisa e della percezione magica lucida. È una corrente di chiarezza mentale: il fumo agrumato sveglia la mente, scioglie i vecchi schemi e affina l’intuito di chi opera. L’elemi porta una luce fresca che apre il pensiero, dove le resine più sature pesano e raccolgono.
L’elemi serve alla purificazione dello spazio e degli strumenti prima del lavoro magico: il suo fumo netta l’aria e prepara il campo. La tradizione lo arde per la chiarezza mentale e l’elevazione, per favorire la concentrazione rituale e il raccoglimento magico, e come incenso di devozione che accompagna la preghiera e l’apertura del cerchio.
L’elemi fa da base agli incensi composti, come la sua parente solare: legalo all’olibano e alla mirra per le fumigazioni di purificazione, o al sandalo per dare corpo e profondità al fumo. La sua nota agrumata alleggerisce le miscele di resine più dense e scure.
Accendi un carboncino su una superficie ignifuga e attendi che si copra di cenere chiara. Posa pochi grani di resina di elemi alla volta sulla brace: la gommoresina si scioglie subito e libera il suo fumo agrumato. Brucia dolce e non troppo a lungo, perciò rabboccala poco per volta. Passa il fumo negli angoli della stanza e attorno agli strumenti per purificare, oppure su di te prima dell’incantesimo. Arieggia l’ambiente e non lasciare mai il carbone acceso incustodito. La resina si arde, non si ingerisce.
Accendi la resina di elemi all’inizio di un lavoro magico, quando serve nettare il campo e schiarire la mente, e ogni volta che cerchi una corrente di lucidità e di apertura. È l’incenso della pratica che chiede chiarezza e lucidità più che forza bruta. Tienilo a portata di mano per la purificazione quotidiana dello spazio magico, da solo o per preparare miscele più ricche.
È la resina di chi cerca un incenso di purificazione fresco e leggero, diverso dalle resine scure e gravi: la strega che apre il cerchio, l’operatore che netta lo spazio, chi pratica la chiarezza e la lucidità magica. Parla a chi compone i propri incensi e vuole una base agrumata che alleggerisca le miscele, e al neofita che desidera una prima resina facile da accendere e da capire, nella grande famiglia dell’olibano.
È la gommoresina dell’elemi, il Canarium luzonicum, un albero delle Filippine della stessa famiglia dell’olibano e della mirra. Si raccoglie incidendo la corteccia e si vende in grani morbidi, dal bianco al giallo ambrato. Arsa sul carbone è un incenso magico di purificazione dal fumo fresco e agrumato, leggero e luminoso.
L’aroma è fresco e agrumato. Sul carbone l’elemi libera una nota di limone in testa, sostenuta da un fondo balsamico di pino e da un tocco di pepe. È più chiaro e luminoso dell’olibano e privo della severità della mirra, una delle resine più dolci e fresche da bruciare sull’altare.
No, però sono parenti stretti. L’elemi viene dal Canarium luzonicum delle Filippine, l’olibano dalla Boswellia: alberi diversi della stessa famiglia delle Burseraceae. Per questo l’elemi ricorda l’olibano nel fumo resinoso, con in più una freschezza agrumata che lo rende un incenso a sé, spesso bruciato insieme all’olibano.
Si arde su un carboncino. Accendi il carbone, aspetta che si copra di cenere chiara, poi posa pochi grani di elemi sulla brace: in pochi istanti si sciolgono e fumano. Aggiungine poca per volta perché la resina è morbida e brucia in fretta, arieggia la stanza e non lasciare il carbone incustodito.
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