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La pirite grezza è la pietra magica del denaro e dello scudo: un solfuro di ferro dalla lucentezza metallica che la gente chiama oro matto, perché tanti l’hanno scambiata per oro vero. Proprio quel riflesso giallo e brillante la rende, nella stregoneria, una calamita per la ricchezza e la fortuna: cinque pezzi di pirite sull’altare, cinque candele verdi intorno, e si visualizza il denaro che arriva. Sotto Marte e nel Fuoco, la pirite lavora anche come scudo contro le energie ostili, da tenere addosso o sulla scrivania dove si fanno affari. Il suo nome viene dal greco pyr, fuoco, perché battuta sul ferro sprizza scintille. Gli antichi Messicani ne lucidavano specchi, forse per scrutare il futuro, e ancora oggi una superficie piana di pirite serve da specchio magico per risvegliare le facoltà psichiche. Grezza, la tieni così come esce dalla terra, con le sue facce e i suoi spigoli: ogni pezzo è diverso.
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Natura e utilizzo
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La pirite grezza è disolfuro di ferro, il solfuro più diffuso al mondo, e cristallizza nel sistema cubico. Il nome viene dal greco pyr, fuoco: Josephine Winter, in «Fire Magic» (p. 152-153), ricorda che sfregata contro il ferro produce scintille, e che la sua lucentezza simile all’oro le ha dato il soprannome di oro degli sciocchi.
Marte e il Fuoco reggono la pirite per Scott Cunningham, che nella «Encyclopedia of Crystal, Gem & Metal Magic» (1988, p. 182-183) la tratta fra i metalli e la dice di energia proiettiva. Concordano Sandra Kynes nel «Llewellyn’s Complete Book of Correspondences» (2013, p. 590-593) ed Ember Grant nel «Second Book of Crystal Spells» (2016, p. 198-199). Nell’edizione italiana, alla voce dell’oro, Cunningham l’elenca fra i metalli associati all’oro insieme alla magnetite (p. 170).
Sandra Kynes le assegna tre centri: il plesso solare, la radice e il cuore (2013, p. 590-593). Nella tavola dei chakra la conta fra le pietre del primo centro, quello della radice (p. 989-990).
Il segno della pirite è il Toro per Sandra Kynes (2013, p. 590-593). Alcune tradizioni magiche, invece, la legano al Leone, come Ember Grant, che la mette fra le pietre natali del segno in «The Book of Crystal Spells» (2013) e lo ripete nel secondo volume (2016, p. 198-199).
Per attirare denaro Cunningham circonda la pirite di candele verdi (1988, p. 182-183). Josephine Winter l’accosta invece a una candela d’oro o d’argento (p. 152-153).
Cunningham le affida il denaro, la divinazione e la fortuna (1988, p. 182-183). Nella voce di Sandra Kynes compaiono anche la prosperità, la ricchezza, il successo, la protezione, la memoria, la forza di volontà e le facoltà psichiche. Judy Hall, in «The Crystal Bible» (2003, p. 232-236), la chiama un eccellente scudo energetico, che blocca la negatività e, portato al collo, devia il male e il pericolo. Ember Grant scrive che protegge dall’energia negativa e rafforza la volontà (2016, p. 198-199). George Frederick Kunz, in «The Curious Lore of Precious Stones» (1913, p. 100-104), ricorda che gli indiani del Nord America portavano i cristalli di pirite come amuleti e che gli uomini di medicina li tenevano fra gli oggetti dei loro incantesimi.
Le monete sono le sue compagne nei lavori di denaro, come nel vaso di Lisa Chamberlain. Eliza Mabelle, in «Crystals for Witches» (2020, p. 121-123), l’unisce all’occhio di tigre in una polvere di prosperità con menta piperita, chiodi di garofano e salvia.
“Per il suo colore giallastro e la naturale brillantezza, questa «pietra» viene usata spesso per attrarre ricchezza e denaro”, Scott Cunningham, Enciclopedia delle pietre magiche
Per il denaro. Cunningham (1988, p. 182-183) mette cinque pezzi di pirite sull’altare, li circonda con cinque candele verdi, le accende e visualizza il denaro che arriva a soddisfare ogni bisogno. Con un solo pezzo puoi farne il cuore di un altare della prosperità.
Nel vaso delle monete. Lisa Chamberlain, nel «Wicca Book of Spells» (2016, p. 48-51), carica una pirite grezza tenendola fra i palmi, la posa sul fondo di un barattolo e vi lascia cadere sopra le monete. Ogni volta che aggiungi o prendi monete, ringrazia la pietra o ripeti la formula.
Sulla scrivania. Winter e Judy Hall la posano dove si lavora e si fanno affari, per la fortuna e il successo nel commercio.
Come specchio magico. Una faccia piana e lucente di pirite, scrive Cunningham, si usa come specchio per risvegliare le facoltà psichiche.
Usala quando avvii un’attività, quando aspetti un pagamento, prima di una trattativa, e ogni volta che rinnovi il vaso delle monete. Nei periodi in cui senti addosso invidie o pressioni sul lavoro tienila sulla scrivania come scudo.
È per chi fa magia del denaro e vuole una pietra che lavori sull’altare e sulla scrivania. Serve a chi ha una bottega, un’attività in proprio, un progetto da avviare, a chi vuole proteggere il proprio lavoro dall’invidia, a chi pratica la divinazione con gli specchi. Per chi comincia con la magia della prosperità è la pirite grezza del primo incantesimo: una candela verde e una pietra d’oro matto.
Serve ad attirare denaro e fortuna e a fare da scudo contro le energie ostili. Scott Cunningham le affida il denaro, la divinazione e la fortuna, Judy Hall la chiama un eccellente scudo energetico. Si tiene sull’altare della prosperità, nel vaso delle monete o sulla scrivania dove si lavora.
Perché la sua lucentezza dorata l’ha fatta scambiare per oro vero, e spesso si trova proprio accanto all’oro. Scott Cunningham, che la chiama oro matto, si chiede chi sia davvero il matto. È questo riflesso giallo e brillante, nella tradizione magica, a renderla una pietra per attirare ricchezza.
Si mettono cinque pezzi di pirite sull’altare, circondati da cinque candele verdi, e si visualizza il denaro che arriva: è la formula di Scott Cunningham. Lisa Chamberlain invece carica una pirite grezza fra i palmi e la mette sul fondo di un barattolo in cui si raccolgono le monete.
Il pianeta è Marte, con l’elemento Fuoco, per Scott Cunningham, Sandra Kynes ed Ember Grant. Il legame col fuoco sta anche nel nome, dal greco pyr, perché la pirite battuta sul ferro sprizza scintille. Per il segno le fonti divergono: il Toro per Sandra Kynes, il Leone per Ember Grant.
Ogni pietra, minerale o cristallo è un esemplare unico e naturale: eventuali variazioni di colore, forma, venature, inclusioni, sfumature o piccole imperfezioni sono caratteristiche proprie del singolo esemplare. Le immagini sono da considerarsi puramente indicative e il prodotto ricevuto può presentare caratteristiche leggermente differenti da quelle raffigurate.
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