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Le scaglie di durame che si posano sul carboncino sono il sandalo bianco (Santalum album), il legno di sandalo nella forma che tiene la brace più a lungo. Nella tradizione magica raccolta da Scott Cunningham il sandalo bianco appartiene alla Luna e all’Acqua e si brucia per la protezione e la spiritualità, per allontanare gli influssi ostili e per dare corpo ai desideri: sulla scheggia si scrive l’intento, poi la si affida alla brace perché il fumo lo metta in moto. Un pezzo posato sul carbone arde piano e accompagna un intero lavoro magico senza chiedere attenzioni, con un fumo caldo, legnoso e avvolgente. È la forma adatta ai rituali di luna piena, alle sedute spiritiche e alla magia cerimoniale, dove il sandalo bianco entra da secoli negli incensi della sfera lunare. Chi lavora con la Luna e con i suoi cicli tiene queste scaglie tra le materie di altare più care.
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Informazioni sul prodotto
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Per prodotti aromatici (incensi, resine, oli, legni, erbe e affini): la percezione del profumo è soggettiva.
Per pietre e cristalli: forma, colore e venature possono variare naturalmente.
Natura e utilizzo
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Il sandalo bianco che proponiamo è composto dalle scaglie di durame del Santalum album, ridotte per bruciare sul carboncino: è il legno di sandalo governato dalla Luna e dall’elemento Acqua, come scrivono Scott Cunningham (Cunningham’s Encyclopedia of Magical Herbs, 1985) e Patti Wigington (Herb Magic, 2020), e serve alla protezione, ai desideri, all’esorcismo e alla spiritualità.
Il sandalo bianco è legno della Luna e dell’elemento Acqua, di genere femminile per le voci dedicate di Scott Cunningham (1985) e di Patti Wigington (2020); Paige Vanderbeck (Green Witchcraft, 2020) lo lega alla stessa corrente calma e ricettiva della Luna. La stessa collocazione vive nella magia cerimoniale: nelle tavole di Stephen Skinner (The Complete Magician’s Tables, 2006) il sandalo bianco sta fra le materie da ardere della sfera lunare. Alcune tradizioni magiche, invece, allargano il quadro: Sandra Kynes (Llewellyn’s Complete Book of Correspondences, 2013) gli affianca Mercurio e Venere, Roberto La Paglia (Il magico potere delle erbe, 1961) lo pone sotto Venere e Luna insieme, e Aleister Crowley (777, 1955) gli riconosce una forte simpatia con Mercurio e con Venere, pur tenendolo distinto dal gemello rosso.
La fase del sandalo bianco è la luna piena: la indica Sandra Kynes (2013) alla voce dedicata, e Scott Cunningham (1985) scrive che questo legno dalle vibrazioni spirituali altissime si brucia nelle sedute spiritiche e nei rituali di plenilunio, mescolato all’olibano. Il giorno è il lunedì della Luna: Ellen Dugan (Herb Magic for Beginners, 2006) elenca il sandalo fra le erbe di questo giorno, il giorno delle emozioni, dell’istinto e dell’intuizione. Kynes, invece, gli assegna il venerdì: una lettura minore che convive con quella lunare.
Alla voce di Scott Cunningham (1985) i poteri del sandalo bianco sono protezione, desideri, esorcismo e spiritualità. La magia dei desideri è la pratica più propria dei pezzi: si scrive l’intento su una scheggia e la si brucia nell’incensiere, e mentre arde la magia si mette in moto. La stessa usanza vive nel conjure americano raccolto da Harry Middleton Hyatt (Hoodoo, Conjuration, Witchcraft, Rootwork, 1970), dove il sandalo si brucia esprimendo il desiderio davanti alla brace. Il fumo serve anche a scacciare gli influssi ostili: l’esorcismo sta fra i poteri della voce di Cunningham, accanto alla protezione dello spazio e di chi lo abita.
La voce italiana più antica del nostro scaffale riassume così la natura di questo legno:
«Le fumigazioni di Sandalo accrescono la volontà e stimolano l’intelligenza risvegliando le energie assopite. Allontanano … gli influssi negativi rivelandosi indispensabili durante le preghiere, le orazioni … e le invocazioni.»
Roberto La Paglia, Il magico potere delle erbe, 1961
Il primo compagno del sandalo bianco è l’olibano: Scott Cunningham (The Complete Book of Incense, Oils and Brews, 1989) li unisce in parti uguali nell’incenso del plenilunio. La miscela con la lavanda, pensata per evocare gli spiriti, sta invece alla voce della sua enciclopedia (1985). Nel Fire of Azrael, l’incenso di visione che lo stesso Cunningham riporta, il sandalo arde con cedro e ginepro mentre si scruta nella brace. Se il legno di sandalo manca, Ellen Dugan (2006) indica l’olibano come suo sostituto naturale.
Accendi un carboncino in un bruciaincenso resistente al calore e aspetta che si copra di cenere. Posa una scaglia sulla brace: prende calore piano e regge a lungo, con un fumo continuo che accompagna tutto il lavoro magico. Per la magia dei desideri scrivi o incidi l’intento sul pezzo prima di affidarlo al fuoco, visualizzando ciò che chiedi, come vuole la pratica raccolta da Cunningham (1985). Aggiungi un pezzo per volta, tieni la stanza arieggiata e il carbone mai incustodito. Lo stesso legno, intagliato in grani e perle da portare addosso, custodisce chi lo indossa e nutre la consapevolezza spirituale: lo scrivono Cunningham (1985) e Paige Vanderbeck (2020), che ricorda i mala da preghiera scolpiti nel sandalo.
Nelle notti di luna piena, quando il sandalo bianco arde con l’olibano per attirare la corrente lunare, e il lunedì, il giorno che Ellen Dugan (2006) dedica alla magia della Dea, all’istinto e all’intuizione. Prima di una divinazione, quando si consacra uno strumento, nelle sedute in cui si cercano gli spiriti. La brace lenta dei pezzi regge il tempo di un intero incantesimo: dove la polvere chiede di essere rinnovata, la scaglia arde da sola fino alla fine del lavoro.
Per chi lavora con la Luna e con la magia della visione, per chi consacra strumenti e talismani, per chi pratica la magia dei desideri sulla scheggia. Il praticante cerimoniale vi riconosce la materia da ardere della sfera lunare registrata nelle tavole di Skinner; chi inizia trova nei pezzi una brace facile da governare, più paziente della polvere. Chi invece prepara miscele su misura passa al sandalo bianco in polvere, lo stesso durame macinato fine.
Serve alle fumigazioni magiche. Nella tradizione raccolta da Scott Cunningham il sandalo bianco si brucia per la protezione, l’esorcismo e la spiritualità, e porta nel fumo i desideri scritti sulle sue schegge. La brace lenta dei pezzi accompagna i rituali di luna piena, le sedute spiritiche e il lavoro di visione.
Su un carboncino acceso. Accendi il carbone in un bruciaincenso resistente, aspetta che si copra di cenere bianca e posa sopra una scaglia. Il legno prende calore piano e tiene il fumo a lungo. Aggiungi un pezzo per volta, con la stanza arieggiata e il carbone sempre sotto controllo.
Caldo, legnoso e avvolgente. Scott Cunningham lo descrive come un legno dall’aroma ricco e misterioso. Il fumo dei pezzi sale lento e rotondo, senza le punte pungenti delle resine: per questo accompagna così bene i lavori raccolti, le fumigazioni lunghe e le sedute spiritiche.
Due specie, due correnti. Il sandalo bianco, il Santalum album, appartiene alla Luna e si brucia per protezione, desideri e spiritualità. Il sandalo rosso, il Pterocarpus santalinus, per Scott Cunningham è legno di Venere che chiama l’amore, mentre Karen Harrison lo pone sotto Marte. Specie diverse, usi magici distinti.
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