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Torino Esoterica: Viaggio nella Capitale Occulta d’Italia tra Magia Nera, Esoterismo e Satanismo

Ultimo aggiornamento e revisione:

Torino è la capitale occulta d’Italia, il crocevia tra le forze della luce e quelle delle tenebre. Qui si incontrano i triangoli della magia bianca e della magia nera, si incrociano miti, leggende e presenze oscure che fanno di Torino un unicum nel panorama esoterico mondiale. Le sue piazze, i suoi palazzi e le sue chiese sono impregnati di simbolismi alchemici, massonici e satanici. Questo articolo è un viaggio completo tra i misteri di Torino esoterica, fedele alla sua natura di città del Diavolo: Torino Città dell’Occulto.

Mole Antonelliana nella Torino Esoterica illuminata di blu durante il WordCamp Torino 2024.

Mole Antonelliana illuminata di blu durante il WordCamp Torino 2024. Foto di ChristopherJClarke | CC BY-SA 4.0

Indice dei Contenuti

Torino Esoterica e la sua duplice anima occulta

Torino è l’unica città al mondo a far parte contemporaneamente di due triangoli magici opposti: quello della magia bianca, insieme a Praga e Lione, e quello della magia nera, insieme a Londra e San Francisco. Questa duplicità ha reso il capoluogo piemontese il centro energetico e simbolico di forze contrastanti. Già al tempo della sua fondazione come Augusta Taurinorum (28 a.C.), i romani la vollero sul 45° parallelo e alla confluenza del Po e della Dora Riparia: due fiumi che incarnano le polarità maschile e femminile, sole e luna, in una coniunctio oppositorum dal profondo valore alchemico.

Il crocevia tra magia bianca e magia nera

Torino è al tempo stesso città di luce e di oscurità. Da un lato la piazza Castello, cuore positivo, dall’altro piazza Statuto, luogo di sangue e di morte. Per questo la città viene definita la “Torino magica”: i suoi assi energetici la rendono uno spazio sacro e maledetto allo stesso tempo, una capitale del mistero in cui la magia nera convive con quella bianca.

Le origini romane e il 45° parallelo

L’orientamento della città romana rispettava i punti cardinali, con le porte disposte secondo i flussi cosmici. Il numero cabalistico della sua altitudine (239 metri = 14 = 5, il pentagramma) confermerebbe, per la tradizione numerologica, che il luogo non è stato scelto a caso. È una città costruita come talismano vivente, in cui il potere geomantico si intreccia con la storia.

I triangoli magici e il ruolo di Torino Esoterica nel mondo

I due triangoli magici sono la chiave della fama esoterica di Torino, per questo è chiamata da moltissime persone Torino Esoterica oppure Torino Città dell’Occulto. Da un lato, le forze positive e la sapienza alchemica; dall’altro, le energie oscure e distruttive.

Triangolo della magia a Torino Esoterica con collegamenti a Praga, Lione, Londra e San Francisco

La Torino Esoterica è legata a miti antichi e alle misteriose “schiene di drago”, linee energetiche che attraverserebbero la città. È vertice del triangolo di Magia Bianca con Praga e Lione e di quello di Magia Nera con Londra e San Francisco, rendendola una delle capitali mondiali dell’occulto.

Il triangolo della magia bianca

Il triangolo luminoso unisce Torino, Praga e Lione. Tre città templari, alchemiche, impregnate di misteri e di sapienza ermetica. Questo triangolo simboleggia la trasformazione spirituale e la ricerca della conoscenza. Le vie dei pellegrini e dei cavalieri templari tracciarono le linee di potere che ancora oggi sostengono questa connessione.

Il triangolo della magia nera

All’opposto, Torino è anche vertice del triangolo della magia nera con Londra e San Francisco (secondo alcune varianti, Chicago). Qui il registro è quello del potere demoniaco, delle pratiche voodoo e della magia cerimoniale. Piazza Statuto, la necropoli romana e i luoghi di supplizi ne sono il cuore, segnando la vocazione oscura della città.

Piazza Castello: cuore luminoso della Torino Città dell’Occulto

Se Torino è il crocevia delle forze, Piazza Castello rappresenta la zona di luce. Qui sorge il Palazzo Reale, i Giardini Reali, il Teatro Regio e le chiese più importanti, custodi della Sacra Sindone. La piazza è un vero talismano di magia bianca, epicentro di armonia e sacralità.

Simbolismi architettonici e religiosi della Torino Esoterica

Il potere sabaudo, le arti, la fede: tutti convergono in Piazza Castello. La Fontana dei Tritoni, simbolo delle acque primordiali, rafforza il carattere cosmogonico del luogo. È un punto di contatto con l’energia positiva della città.

Le statue di Castore e Polluce

All’ingresso orientale di Torino Esoterica, i Dioscuri delimitano il confine tra la luce e l’oscurità. Lo spazio vuoto tra loro è il portale che divide il bene dal male, il punto da cui si irradiano dodici linee energetiche che attraversano tutta Torino. È qui che la città si biforca nel suo doppio destino.

Piazza Statuto: il lato oscuro di Torino Città dell’Occulto

Veduta storica di Piazza Statuto con il Monumento al Traforo del Frejus (1924)

Veduta storica di Piazza Statuto con il Monumento al Traforo del Frejus (1924). Foto di Mario Gabinio / Fondazione Torino Musei |CC BY 3.0 IT

Piazza Statuto è l’opposto di Piazza Castello: è il cuore della magia nera torinese. Costruita sulla necropoli romana e sulla Vallis Occisorum, la “valle degli uccisi”, è luogo di morte e sofferenza. Qui si innalzava anche il patibolo, il Rondò della Forca, dove le anime dei condannati si intrecciavano alla terra.

Il monumento al Frejus e Lucifero

Il monumento al traforo del Frejus, con la piramide rocciosa e le figure dannate, culmina nella statua di un genio alato: per gli esoteristi è Lucifero, l’angelo caduto che osserva la città. La stella a cinque punte sulla fronte ne rivela la natura. Il suo sguardo è rivolto a est, verso Piazza Castello: le tenebre che sfidano la luce.

Torino Esoterica – Lucifero e il Monumento di Piazza Statuto

Il Monumento al Traforo del Cenisio in Piazza Statuto, Torino (1879). La tradizione esoterica lo interpreta come raffigurazione di Lucifero, qui rappresentato con il pentagramma rovesciato sulla testa.

L’obelisco geodetico

La “Guglia Beccaria”, con l’astrolabio in cima, sarebbe il cuore delle forze maligne di Torino. Punto di concentrazione di energie oscure, è considerata dagli iniziati la porta dell’inferno.

Obelisco geodetico in Piazza Statuto, Torino Esoterica

Obelisco geodetico in Piazza Statuto, Torino. Foto di K.Weise | CC BY-SA 3.0

Luoghi misteriosi di Torino Esoterica

Oltre alle due piazze principali, Torino è disseminata di luoghi intrisi di magia e leggende. Ognuno ha un ruolo nel mosaico occulto della città.

Le grotte alchemiche

Sotto Torino si estenderebbero tre grotte alchemiche, accessibili a pochissimi. Laboratori di re e regine sabaude, come Carlo Emanuele I e Maria Cristina di Francia, luoghi di esperimenti alchemici e forse portali verso altre dimensioni. Alcuni resti sono stati scoperti nei sotterranei durante scavi moderni, anche se attribuirli alle grotte leggendarie resta un salto interpretativo.

Palazzo Trucchi di Levaldigi – Il Palazzo del Diavolo

In via XX Settembre si trova il palazzo più maledetto di Torino. Il suo portone reca la testa del diavolo e simboli cabalistici. Si narra che il marchese Trucchi vi abbia stipulato un patto con forze oscure. Omicidi, maledizioni e presenze inquietanti ne hanno alimentato la fama. Ancora oggi molti riferiscono di percepire un’energia particolare davanti al Portone del Diavolo.

La Gran Madre di Dio e il Graal

La chiesa neoclassica è ritenuta custode del Graal. La statua della Fede regge un calice interpretato come il sacro vaso, mentre la Religione indica con lo sguardo un punto preciso della città, che molti identificano con la Mole Antonelliana. È un enigma architettonico che rafforza il legame della città con i misteri cristiani ed ermetici.

Gli occhi del Diavolo in via Lascaris

Alla base di un palazzo compaiono fessure a forma di occhi, un tempo sfiati di una loggia massonica. Per la tradizione popolare sono gli occhi del diavolo che sorvegliano i passanti. Si dice che chi incrocia il loro sguardo percepisca un’inquietudine profonda.

La Fontana Angelica

In Piazza Solferino, la Fontana Angelica rappresenta la dualità della conoscenza: essoterica ed esoterica. Le statue delle quattro stagioni simboleggiano il ciclo iniziatico e l’ingresso nel tempio massonico. È un punto di equilibrio tra le forze di luce e di ombra.

I personaggi esoterici a Torino

La storia di Torino è attraversata da figure iniziatiche, alchimisti, profeti e maghi che hanno lasciato il segno.

La Casa Savoia e gli esperimenti alchemici

I Savoia coltivarono da sempre un interesse per l’alchimia. Carlo Emanuele I allestì laboratori sotterranei, Maria Cristina di Francia collaborò con il mago Craonne, Vittorio Amedeo II ricercò l’elisir di lunga vita. Torino fu corte e crocevia di filosofi ermetici e scienziati occulti.

Nostradamus a Torino

Nel 1556, secondo la tradizione, Nostradamus soggiornò a Torino, compilando oroscopi e studiando le energie della città. Una lapide ne ricorda la presenza, legata a profezie e misteri sabaudi. La sua impronta è parte dell’aura profetica della città.

Cagliostro, Paracelso e altri iniziati

Il conte Cagliostro fondò una loggia di rito egizio a Torino, iniziando aristocratici ai misteri. Paracelso, secondo alcune fonti, studiò le acque piemontesi. Torino fu così rifugio e laboratorio di grandi figure dell’occulto.

Architettura simbolica e massonica

L’intera città è un testo iniziatico scolpito nella pietra. Strade, edifici e proporzioni architettoniche sono costellati di simboli occulti.

Via Alfieri e il corridoio massonico

Maschere apotropaiche, compassi, squadre e oculi massonici decorano gli edifici. I numeri 3, 7 e 13 ricorrono nelle proporzioni. È una via che si rivela agli occhi degli iniziati come un corridoio iniziatico.

Mole Antonelliana

L’edificio simbolo di Torino è un tempio di ascesa. Con i suoi 167,5 metri (numero solare), la cupola che raffigura la volta celeste e la lanterna orientata ai punti cardinali, la Mole è il simbolo dell’elevazione iniziatica e dell’unione tra uomo e divino.

Palazzo Madama

Antico castello medievale, trasformato da Juvarra, che la tradizione vuole massone, è carico di simbolismi. Nei sotterranei vi erano laboratori alchemici e la scalinata d’onore conta 33 gradini, numero massonico per eccellenza. È il castello degli alchimisti sabaudi.

Tradizioni esoteriche contemporanee

Torino non ha mai smesso di essere capitale occulta. Negli anni Settanta, secondo le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, ospitò una sezione della Chiesa di Satana di LaVey, con rituali e adepti locali. Ancora oggi, le logge massoniche sono attive, così come ordini martinisti, rosacrociani e teosofici. Torino resta punto di riferimento per gruppi iniziatici e studi occulti.

La Chiesa di Satana a Torino

Negli anni ’60-’70 la città, secondo queste ricostruzioni, avrebbe avuto una sezione della Chiesa di Satana, collegata ad Anton LaVey e a intellettuali europei come Claude Seignolle. Le cerimonie avvenivano nei luoghi storici della città, alimentando la sua fama di capitale del satanismo.

Il Sigillo di Bafometto, simbolo ufficiale della Church of Satan.

Il Sigillo di Bafometto, simbolo ufficiale della Church of Satan. Disegno di GTRus | CC BY-SA 4.0

Logge massoniche torinesi

Dal Grande Oriente d’Italia al Rito Scozzese, Torino è ricca di officine. Logge storiche come “Ausonia” e perfino la P2 hanno avuto legami con la città. Ville e palazzi ne hanno ospitato i riti, intrecciando storia e occulto.

Gruppi esoterici moderni

Martinisti, Rosacroce, Teosofi, Antroposofi: tutte queste correnti hanno radici a Torino. La città è un crocevia di dottrine e scuole iniziatiche che ne mantengono vivo il ruolo di capitale esoterica.

Fenomeni paranormali e presenze documentate

I palazzi torinesi custodiscono ancora presenze. Le guardie hanno testimoniato apparizioni al Palazzo Reale, mentre nella Mole Antonelliana si registrano luci anomale e interferenze. Secondo dati diffusi dalla stampa, gli esorcisti cattolici seguirebbero circa 200 casi all’anno a Torino: un numero che alimenta la fama della città come terreno di scontro tra forze occulte.

Leggende e miti urbani torinesi

Torino è anche città di leggende. Dal Ponte del Diavolo di Lanzo, costruito con un patto infernale, al fantasma di Cristina di Francia che ancora infesta Palazzo Carignano, fino ai tunnel sotterranei che uniscono palazzi e logge. Ogni pietra racconta una storia di magia e di mistero.

Torino oggi tra mistero e turismo esoterico

Oggi Torino è meta di tour e percorsi esoterici. Dalla Torino magica ai sotterranei, dai tour notturni ai festival del mistero, la città continua a nutrire il suo doppio volto. Accademici e ricercatori ne hanno studiato i simbolismi, ma Torino resiste a ogni spiegazione razionale: resta capitale del mistero, città del Diavolo e della Luce.

Conclusioni: Torino capitale oscura d’Italia

Torino è un portale, un talismano vivente. Qui convergono la magia bianca e la magia nera, qui i Savoia hanno alimentato l’occulto, qui la Chiesa combatte gli esorcismi, qui le logge e i culti prosperano. Torino è e resta la capitale dell’esoterismo italiano, città oscura e luminosa, città del Diavolo e della Sapienza.

Domande frequenti sulla Torino Esoterica

Perché Torino è considerata una città esoterica?

Torino è considerata esoterica per una convergenza di fattori geografici, storici e simbolici che non ha equivalenti in nessun’altra città al mondo. La fondazione romana di Augusta Taurinorum (28 a.C.) avvenne sul 45° parallelo, alla confluenza del Po e della Dora Riparia, due corsi d’acqua che nella tradizione alchemica incarnano le polarità maschile-femminile, sole-luna. A questo si aggiunge la divisione della città in una zona orientale, considerata benigna, e una occidentale legata alle tenebre e alla morte, dove i romani seppellivano i condannati.

La fama moderna si deve al libro Torino Città Magica (1978) della teosofa Giuditta Dembech, che codificò e rese celebre il patrimonio esoterico della città. Prima di quella pubblicazione, le credenze sulla natura occulta di Torino restavano confinate a una cerchia ristretta. Nei decenni successivi, testate internazionali come USA Today, The Washington Post e National Geographic Traveler hanno contribuito a diffondere questa reputazione ben oltre i confini italiani.

Cosa sono i triangoli della magia bianca e della magia nera?

Secondo la tradizione esoterica, alcune città del mondo sono collegate da triangoli energetici. Torino è l’unica al mondo a figurare in entrambi: nel triangolo della magia bianca con Praga e Lione, e nel triangolo della magia nera con Londra e San Francisco (alcune varianti indicano Chicago al posto di San Francisco, per la presenza di forti tradizioni voodoo ed esoteriche locali).

Il triangolo bianco collega tre città dalla marcata impronta templare e alchemica, legate alla ricerca della conoscenza e alla trasformazione spirituale. Quello nero riunisce centri urbani segnati da una storia di occultismo, crimini irrisolti e simbolismo demoniaco. A Torino, il punto di congiunzione tra le due forze è tangibile: Piazza Castello rappresenta il polo luminoso, Piazza Statuto quello oscuro.

Perché Torino è chiamata “città del Diavolo”?

L’appellativo ha anche radici storiche concrete, oltre a quelle leggendarie. Tra il 1850 e il 1870, il governo risorgimentale piemontese adottò una linea fortemente anticlericale, e Torino divenne rifugio per movimenti occulti, logge massoniche e circoli esoterici apertamente ostili alla Chiesa. Questa tolleranza politica attirò personalità legate all’occultismo da tutta Europa, cementando nella percezione cattolica l’idea di una città sotto l’influsso del Maligno.

A questa base storica si sovrappone la presenza capillare di simbologie diaboliche nei monumenti cittadini: l’angelo con la stella a cinque punte in Piazza Statuto, il Portone del Diavolo in via XX Settembre, gli “occhi del Diavolo” in via Lascaris. L’appartenenza simultanea ai due triangoli magici completa il quadro di una città che, nella mappa dell’occulto, occupa una posizione senza pari.

Cos’è il Portone del Diavolo a Torino?

Il Portone del Diavolo si trova al Palazzo Trucchi di Levaldigi, in via XX Settembre, oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro. Il portone in legno è decorato con simboli cabalistici, e il batacchio centrale raffigura una testa diabolica con due serpenti le cui teste si congiungono nel punto di presa.

La leggenda più nota racconta che il portone sia apparso in una sola notte: uno stregone aveva invocato Satana, e il Diavolo lo punì imprigionandolo dietro quel portone, dal quale l’apprendista non uscì mai più. Al di là del mito, il palazzo ha una storia documentata di omicidi e sparizioni in circostanze mai chiarite, il che ne ha consolidato la reputazione sinistra nel tempo.

Perché Piazza Statuto è il cuore nero di Torino?

Piazza Statuto cumula diversi fattori che ne fanno l’epicentro della magia nera torinese. Si trova a ovest, il punto cardinale associato al tramonto e alle tenebre già nella topografia sacra romana. Il sottosuolo della piazza ospitava la Vallis Occisorum, la “valle degli uccisi”, una necropoli dove venivano sepolti i giustiziati. Per secoli, qui si innalzava anche il patibolo, poi trasferito al Rondò della Forca.

Due monumenti ne definiscono la carica simbolica. Il primo è il monumento al traforo del Frejus (1879): la piramide rocciosa con figure di dannati è sormontata da un angelo alato con una stella a cinque punte sulla fronte, che gli esoteristi identificano con Lucifero. Il suo sguardo è rivolto a est, verso Piazza Castello: le tenebre che sfidano la luce. Il secondo è l’obelisco geodetico, la “Guglia Beccaria”, con l’astrolabio in cima, considerato dagli iniziati il punto di massima concentrazione delle forze maligne della città.

Il Santo Graal si trova davvero a Torino?

La leggenda che colloca il Santo Graal a Torino risale al 1978, quando Giuditta Dembech la formulò nel primo volume di Torino Città Magica. L’indizio principale è nelle statue della chiesa della Gran Madre di Dio: la Fede regge un calice, la Religione indica con lo sguardo un punto preciso della città. Secondo uno studio condotto dal Politecnico di Torino, la direzione dello sguardo della statua punta verso la Mole Antonelliana.

La stessa Dembech ha però chiarito la questione nel secondo volume della sua opera, dichiarando che il Graal va inteso come puro simbolo immateriale: nessun oggetto fisico sepolto da qualche parte. La teosofa scrisse testualmente che il Graal non è mai stato “custodito o catturato” e che chi lo cerca tra ruderi e sotterranei segue una pista falsa. Il mito resta comunque uno dei più potenti della Torino esoterica, e alimenta ancora oggi teorie e cacce al tesoro tra appassionati di occultismo.

Cosa sono le grotte alchemiche sotto Torino?

Le grotte alchemiche sono tre ambienti sotterranei che, secondo la tradizione, fungevano da laboratori per gli alchimisti di Casa Savoia. La loro posizione esatta non è mai stata accertata: le teorie principali li collocano nei pressi di Palazzo Reale, nella zona di Piazza Castello e in un terzo luogo ignoto dove sarebbe custodita la pietra filosofale.

La loro esistenza non è mai stata dimostrata in modo definitivo. Scavi moderni nei sotterranei di Palazzo Reale hanno portato alla luce piccole porzioni di tunnel e tracce di un antico laboratorio, ma attribuire quei resti alle leggendarie grotte è un salto interpretativo che appartiene alla tradizione esoterica più che all’archeologia. Le grotte sono comunque parte integrante della rete di passaggi sotterranei che attraversa Torino, e che per secoli ha alimentato storie di fughe, incontri segreti e attività occulte.

Quali alchimisti e personaggi esoterici hanno vissuto a Torino?

Torino ha attratto nel corso dei secoli alcune delle figure più note dell’occultismo europeo. Secondo la tradizione, Nostradamus soggiornò in città intorno al 1556, chiamato dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia per curare l’infertilità della moglie Margherita di Valois con un suo preparato. Nel 1562 nacque Carlo Emanuele, erede dei Savoia, e la coincidenza consolidò la fama del profeta francese a Torino.

Il conte di Cagliostro fondò una loggia di rito egizio in città, iniziando aristocratici ai misteri. Paracelso, secondo alcune fonti, studiò le acque piemontesi. Tra gli altri nomi ricorrono il Conte di Saint-Germain e Fulcanelli. Tra i moderni, Gustavo Adolfo Rol (nato a Torino nel 1903) è stato il sensitivo italiano più celebre e controverso del Novecento. I Savoia stessi coltivarono sistematicamente l’interesse per l’alchimia: Carlo Emanuele I allestì laboratori nei sotterranei, e l’architetto austriaco Peter Müller ha sostenuto che cinque residenze sabaude, la Reggia di Venaria, i castelli di Rivoli e Moncalieri, la Basilica di Superga e la Palazzina di Stupinigi, formano un pentacolo perfetto attorno alla città.

È vero che a Torino ci sono 40.000 satanisti?

No. La cifra dei “40.000 satanisti” sarebbe una leggenda metropolitana nata tra il 1968 e il 1972, secondo una ricostruzione, per mano di Gianluigi Marianini che, insieme ad altri, pubblicò articoli sensazionalistici su Stampa Sera: un’operazione goliardica, senza alcun censimento reale dietro. La vicenda è citata come esempio documentato di creazione consapevole di un falso mito urbano.

In realtà la sezione torinese della Chiesa di Satana, collegata ad Anton LaVey e attiva tra gli anni ’60 e ’70 secondo le ricostruzioni, non avrebbe mai superato il centinaio di aderenti. L’esoterismo torinese è stato ed è soprattutto massonico, martinista, rosacrociano e teosofico: tradizioni iniziatiche con radici profonde, ma lontanissime dal satanismo di massa che la leggenda suggerisce.

Qual è il significato esoterico della Fontana Angelica?

La Fontana Angelica, o delle Quattro Stagioni, si trova in Piazza Solferino, posizione che non è casuale, perché la piazza si colloca esattamente a metà strada tra la zona di luce (Piazza Castello) e quella oscura (Piazza Statuto). Le figure maschili della fontana, che simboleggiano l’Autunno e l’Inverno, sono disposte simmetricamente e alludono all’ingresso di un tempio massonico.

Nella lettura esoterica, la fontana rappresenta il dualismo della conoscenza: quella essoterica (pubblica, accessibile a tutti) e quella esoterica (riservata agli iniziati). Le due figure femminili completano il quadro: la Primavera, con un nido di uccellini e un bambino, incarna l’amore sacro; l’Estate, con spighe in grembo, rappresenta l’amore profano. La Chiesa cattolica stessa ha considerato le figure della fontana di ispirazione massonica.

Quale ruolo ha il Museo Egizio nella Torino Esoterica?

Il Museo Egizio di Torino, il secondo al mondo per importanza, occupa un posto preciso nella mappa esoterica della città. Secondo la tradizione occultista, i reperti custoditi nel museo generano un campo energetico fatto di cariche contrapposte. Gli oggetti legati al faraone Thutmosi III, considerato dalla tradizione un maestro nelle discipline esoteriche, porterebbero una carica positiva.

Al polo opposto si trovano i reperti attribuiti a Tutankhamon (di cui un solo oggetto è esposto, mentre gli altri restano nei depositi sotterranei) e la piccola testa mummificata attribuita a Seth, fratello e assassino di Osiride. Nella tradizione egizia, Seth è il dio del caos e della violenza. Il museo, in questa chiave, diventa un campo di forze in tensione, un microcosmo che replica la dualità tra luce e oscurità che attraversa tutta Torino.

Ciò che hai appena letto è un contenuto a scopo folkloristico, storico, informativo, educativo e culturale. Non è consulenza medica, psicologica, legale, finanziaria o spirituale e non sostituisce un professionista qualificato: per la salute rivolgiti a un medico. Le pratiche esoteriche riflettono tradizioni e credenze diverse, prive di validità scientifica dimostrata: non sono fatti accertati, comportano rischi e non garantiscono alcun risultato. Affrontale con spirito critico. Le tue scelte e le loro conseguenze restano una tua responsabilità.
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