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Il significato della luna crescente: la fase che attrae e fa crescere

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Il significato della luna crescente è la promessa della crescita: la fase in cui la Luna, uscita dal buio del novilunio, torna a mostrarsi come falce sottile e si gonfia notte dopo notte verso la pienezza. È il respiro del cielo che sale, il tempo in cui si semina per raccogliere, si attrae invece di allontanare, si costruisce invece di sciogliere. Raymond Buckland, nel suo Buckland’s Complete Book of Witchcraft del 1986, la lega senza mezzi termini alla magia costruttiva, quella di crescita; James R. Lewis, nella sua Witchcraft Today: An Encyclopedia del 1999, la dice augurale per la fortuna e per l’aumento. Qui la guardiamo da dentro la pratica: che cos’è davvero, in cosa si distingue dalla luna calante, quale dea la governa, e come le streghe hanno sempre lavorato con la Luna che sale per far crescere ciò che desiderano.

Il significato della luna crescente nel ciclo lunare

Il significato della luna crescente è il movimento ascendente del ciclo: la fase che va dalla luna nuova alla luna piena, quando la parte illuminata dell’astro aumenta sera dopo sera. Dura all’incirca due settimane, metà dell’intero ciclo delle fasi lunari. Jude Bradley e Chere Dastugue Coen, nel loro Magic’s in the Bag del 2010, la definiscono con parole semplici, che vale la pena tenere a mente prima di ogni altra cosa:

«…la fase di due settimane in cui la Luna cresce nel cielo, dal buio della luna nuova fino alla sua piena grandezza, è chiamata luna crescente…», Jude Bradley e Chere Dastugue Coen, Magic’s in the Bag

La Luna, in questa fase, non fa che aumentare. Il suo disco luminoso si allarga di notte in notte, e con lui, nella lettura magica, cresce anche la spinta a manifestare. Le antiche divinità lunari venivano raffigurate proprio con la falce crescente, che Lewis chiama il simbolo augurale della luna fortunata. Non è un dettaglio da almanacco: è la chiave di lettura di tutto ciò che segue. Alla Luna che sale corrisponde una magia che sale, fatta di attrazione e di crescita, opposta per natura a quella del buio calante. Chi impara a sentire questa marea impara metà del mestiere. L’altra metà è il tempismo, e comincia qui.

Dalla falce nuova al plenilunio

La luna crescente è un cammino, non un istante. Comincia con la prima falce sottile che ricompare a occidente dopo il novilunio, poco dopo il tramonto, e finisce quando il disco si colma nella piena. In mezzo c’è una lenta salita: ogni notte la Luna appare un poco più grande e tramonta un poco più tardi. Questa è la fase del seme che germoglia, del progetto che prende forma, dell’intento che si nutre. Se la luna nuova è il momento di piantare, di cui abbiamo parlato nella guida al significato della luna nuova, la crescente è il tempo in cui quel seme viene annaffiato. Le due fasi si tengono per mano: il ciclo che parte dalla nuova trova nella crescente la sua prima spinta verso la luce.

Le fasi della Luna nascono dal gioco fra il Sole, la Terra e il nostro satellite: vediamo crescere la porzione illuminata via via che la Luna si allontana, nel cielo, dalla posizione del Sole. Per chi pratica, però, conta meno la meccanica e più il senso. La Luna che si riempie racconta una storia di abbondanza in arrivo, di forze che si radunano. Skye Alexander, nel suo The Modern Guide to Witchcraft del 2014, suggerisce di uscire di notte e lasciare che la luce argentea della Luna scorra addosso, come primo modo semplice di accordarsi alla sua energia. È un consiglio umile e concreto: prima di lavorare con una fase, conviene guardarla davvero.

Che cos’è il primo quarto di luna?

A metà della salita la Luna mostra esattamente mezzo disco: è il primo quarto, la mezza luna della sera. Eileen Holland, nel suo The Spellcaster’s Reference del 2009, colloca la luna crescente dal settimo al decimo giorno dopo la nuova, e la chiama anche Luna del Primo Quarto. Lady Sabrina, nel suo The Witch’s Master Grimoire del 2000, descrive lo stesso passaggio: dal buio la Luna cresce fino a rendersi visibile come mezza luna al primo quarto, poi continua a gonfiarsi, con le corna rivolte a oriente, fino al cerchio pieno. Il primo quarto è il punto di equilibrio, metà luce e metà ombra, quando lo slancio è ormai avviato ma non ancora al culmine.

Questo momento intermedio ha un carattere tutto suo. La spinta della crescente è già forte, ma non è la marea travolgente della piena. È il tempo in cui si dà una seconda mano al lavoro, si rafforza ciò che si è iniziato, si aggiunge legna al fuoco. Molti manuali moderni contano i giorni proprio per cogliere questa finestra: Holland osserva che chi vuole precisione può suddividere ulteriormente le fasi e sfruttarne le sfumature. Noi teniamo la cosa semplice. Alla Luna che sale si affida ciò che deve crescere, e il primo quarto è il segno che la crescita è a buon punto.

Luna crescente e luna calante: due maree opposte

La differenza fra luna crescente e luna calante è la differenza fra riempire e svuotare. La crescente attira, aumenta, costruisce; la calante scioglie, riduce, allontana. Sono i due versi opposti della stessa ruota, e conoscerli è la bussola di ogni lavoro lunare. Raymond Buckland li mette uno accanto all’altro con una nettezza che ha fatto scuola: la magia della crescita si compie mentre la Luna sale, quella del disfacimento mentre cala. Alla luna calante, di cui parliamo altrove, si affida ciò che vogliamo mandare via; alla crescente, ciò che vogliamo far venire. Sbagliare fase significa remare contro la marea.

Questa polarità non è una regola rigida da manuale, ma una logica naturale che la tradizione ha osservato per secoli. Quando la Luna aumenta, le cose che le affidiamo tendono ad aumentare con lei; quando cala, tendono a diminuire. Per questo un incantesimo di prosperità, di amore o di salute trova la sua stagione nella crescente, mentre un lavoro di allontanamento o di chiusura preferisce il calare. La Luna fa da specchio e da amplificatore: la sua fase suggerisce la direzione, e chi la segue lavora con il vento a favore invece che contro. Il resto lo mettono l’intenzione e il gesto.

Attrarre invece di bandire

Se dovessimo riassumere la luna crescente in un verbo, sarebbe attrarre. Dove la calante bandisce, taglia e allontana, la crescente chiama a sé, avvicina, fa crescere. È il tempo per attirare l’amore, non per sciogliere un legame; per richiamare il denaro, non per allontanare un debito; per rafforzare la salute e la protezione, non per respingere. James R. Lewis lo conferma dal versante del ciclo: la magia di vincolo e di bando appartiene alla fase calante, mentre l’aumento e la fortuna appartengono alla crescente. Tenere distinti i due movimenti è ciò che rende pulito un lavoro. Chi vuole far crescere qualcosa attende la Luna che sale, e la lascia lavorare per sé.

La magia costruttiva della luna crescente

La magia della luna crescente è, per definizione, una magia costruttiva. Il termine non è nostro: è quello che Raymond Buckland usa per distinguere ciò che si fa mentre la Luna sale da ciò che si fa mentre cala. Costruire, qui, vuol dire far nascere e far crescere, dare corpo a un desiderio invece di dissolverlo. È la voce più antica e più solida della fase, quella su cui poggia tutto il resto. La riportiamo nella sua forma, perché è la definizione che orienta la mano:

«…la magia costruttiva, quella di crescita, si compie durante il ciclo crescente, mentre la magia di distruzione si compie durante il ciclo calante…», Raymond Buckland, Buckland’s Complete Book of Witchcraft

Buckland non si ferma alla definizione: elenca anche di che cosa è fatta questa magia. Sotto la Luna che sale rientrano l’amore, il successo, la protezione, la salute e la fertilità, e più in generale ogni lavoro il cui scopo è aumentare qualcosa. La formula che riassume la fase è memorabile: come cresce la Luna, così cresce l’occasione per cui stai lavorando. È un’immagine agricola, e non a caso. La crescente chiede di trattare i propri desideri come piante: piantarli, annaffiarli, lasciarli salire con la marea del cielo. Non promette miracoli, ma allinea il gesto al ritmo giusto.

Amore, successo, protezione, salute

La lista dei lavori propri della crescente è lunga e luminosa. Eileen Holland, che dedica alla fase pagine minuziose, la chiama un tempo potente per l’invocazione e per ogni lavoro costruttivo legato all’abbondanza, all’attrazione, alla bellezza, agli inizi, alla nascita, alla fertilità, al guadagno, alla crescita, alla guarigione e all’aumento. È un ventaglio che tocca tutte le sfere della vita, purché il verso sia quello del far crescere. Chi cerca amore lo chiama sotto la Luna che sale; chi vuole rafforzare la salute, intesa in senso simbolico e rituale, sceglie la stessa fase; chi apre un’impresa o un capitolo nuovo trova qui il vento giusto. La crescente non discrimina il tema: chiede solo che l’intento guardi avanti.

Vale la pena ripeterlo con chiarezza, perché è ciò che distingue la nostra bottega da un manuale di benessere: qui la salute e la guarigione sono simboli, non prescrizioni. La luna crescente non cura il corpo e non sostituisce nessun rimedio. Nella tradizione magica rappresenta la spinta a rafforzarsi, a far crescere ciò che è debole, e su questo piano simbolico la si lavora. La candela accesa, l’erba posata sull’altare, l’intento formulato ad alta voce sono gesti rituali, non atti terapeutici. Tenere ferma questa distinzione è parte del mestiere, e protegge tanto la pratica quanto chi la compie.

Inizi e crescita

La crescente è la fase degli inizi che vogliono durare. Un progetto avviato mentre la Luna sale porta con sé, nella lettura simbolica, la spinta dell’aumento: nasce già orientato a crescere. Bradley e Coen suggeriscono di preparare sotto questa fase i sacchetti e gli amuleti destinati all’attrazione, alla crescita, alla prosperità e al guadagno, così che il loro scopo si accordi con la marea del cielo. È un principio semplice e antico: si comincia quando la corrente spinge nella direzione voluta. Chi pianta un seme con la Luna che sale non fa magia più forte di chi lo pianta altrove, ma lavora con il tempismo dalla sua parte, e nella pratica magica il tempismo è metà dell’opera.

Diana, la Fanciulla che governa la luna crescente

La dea della luna crescente è Diana, la Fanciulla, il volto giovane della Dea triplice. Come la Luna cresce, si colma e cala, così la Dea è fanciulla, madre e anziana, e ciascun volto regge una parte del ciclo. James R. Lewis fissa la corrispondenza con parole precise: Diana, la Fanciulla, governa la luna nuova e crescente; Selene, la Matrona, la luna piena; ed Ecate, la Vecchia, la luna calante e oscura. Alla crescente, dunque, regna la Fanciulla: la cacciatrice giovane e vergine, signora dello slancio e del divenire. A Diana, madre della stregoneria italiana, abbiamo dedicato una guida a sé; qui ci basta sapere che è lei a reggere la Luna che sale.

La Dea triplice e le sue fasi

La triade lunare è una delle chiavi della stregoneria moderna, e la crescente ne è il primo movimento. Charles Godfrey Leland, che nel suo Aradia, or the Gospel of the Witches del 1899 raccolse il vangelo delle streghe toscane, pone Diana all’origine di tutto: la prima creata prima di ogni creazione, che da sé si divise in luce e tenebra. È la dea da cui il ciclo comincia, e la falce crescente è il suo segno. Le tre facce della Dea non sono rivali: sono la stessa signora vista in tre momenti. La Fanciulla apre con la Luna che sale, la Matrona porta al culmine nella piena, la Vecchia conclude nel buio. Riconoscere quale volto governa la notte in cui lavori significa scegliere il registro giusto per il tuo intento.

La stessa tripartizione torna anche nelle correnti magiche più scure, a conferma di quanto sia radicata. Michael W. Ford, nel suo Hecate & The Black Arts: Liber Necromantia del 2022, descrive la triade Fanciulla-Madre-Vecchia e assegna alla Fanciulla il volto di Artemide-Diana, la cacciatrice regina dei boschi, dea giovane della solitudine e delle vette. È un ritratto che appartiene a una tradizione diversa dalla nostra, più cupa, e lo prendiamo solo come specchio: anche là, dove il tono si fa notturno, la Fanciulla resta il volto della Luna che sale. Diana ed Ecate restano figure distinte, ciascuna con la sua fase e il suo carattere, mai l’una scambiata per l’altra.

Trarre giù la Luna

Fra i gesti che la tradizione lega alla Luna c’è quello di trarne giù la forza, il celebre trarre giù la Luna. Skye Alexander lo descrive come la pratica in cui una sacerdotessa entra in raccoglimento e invita la dea a manifestarsi in lei. È un rituale che appartiene soprattutto alla piena, ma la sua logica illumina anche la crescente: la Luna non è solo un orologio, è una presenza a cui ci si rivolge. Lady Sabrina raccoglie invocazioni alla dea vergine della luce celeste, la signora che sorge come stella della sera. Sotto la crescente, questo dialogo prende il colore della Fanciulla: non la pienezza materna, ma lo slancio giovane di chi comincia. Rivolgersi a Diana, in questa fase, è chiedere alla Luna che sale di far salire con sé il proprio intento.

Attrarre e far crescere: la magia dell’aumento

Il cuore operativo della luna crescente è la magia dell’aumento: attrarre a sé ciò che si desidera e farlo crescere. È un’arte antichissima, che i grandi manuali dell’occulto conoscevano bene. Il Picatrix, il grande trattato di magia astrale tradotto dall’arabo in latino, dedica il suo quarto libro alle opere lunari di attrazione: quando vuoi attrarre la virtù e la potenza della Luna, spiega, si compongono immagini, si offrono suffumigi e si rivolgono invocazioni all’astro. La Luna, insegna quel testo, immette nel mondo le influenze di tutti i pianeti, e chi sa accordarsi al suo ritmo può attingervi. Nella fase che sale, questo canale si volge verso il richiamo e la crescita.

L’antica magia dell’attrazione

La magia dell’attrazione ha lasciato tracce anche nella tradizione cerimoniale più severa. La Clavicola di Salomone, nell’edizione curata da Samuel Liddell MacGregor Mathers nel 1889, insegna che certe operazioni riescono molto meglio dal primo quarto all’opposizione, cioè lungo tutto l’arco in cui la Luna sale verso la piena. È la stessa marea che Buckland e Lewis descrivono in linguaggio di strega, confermata da un grimorio: la fase crescente è il tempo propizio del fare, quando ciò che si mette in moto tende a compiersi. Il principio attraversa le scuole, dalla magia popolare toscana alla cerimonia dotta, e resta lo stesso: alla Luna che aumenta si affida ciò che si vuole veder aumentare.

Il folklore italiano custodisce questa magia in forma domestica e diretta. Leland raccolse in Toscana una preghiera alla Luna per il denaro, che il popolino recitava sperando di veder raddoppiare i propri guadagni di mese in mese: «Luna mia, bella Luna», invocava chi voleva far crescere il proprio piccolo commercio. Non c’è apparato dotto, solo la fiducia antica che alla Luna che sale si possa chiedere l’aumento. Anche i manuali moderni riprendono lo stesso gesto: Oberon Zell-Ravenheart, nel suo Grimoire for the Apprentice Wizard del 2004, insegna a incidere il segno della Luna crescente su una candela e ad accenderla per la ricchezza e la prosperità. Il simbolo della falce che sale diventa così lo strumento stesso del lavoro.

Coltivare con la Luna che sale

Prima ancora che dalle streghe, la Luna crescente è stata osservata dai contadini. Giambattista della Porta, che firmava Natural Magick come John Baptista Porta nell’edizione inglese del 1658, notava che nel primo quarto la Luna rende caldo e soprattutto umido, e che da lì tutte le cose umide crescono; osservava anche che gli alberi piantati mentre la Luna passa per certi segni mettono radici più salde. È la stessa sapienza che Richard Folkard raccolse nel suo Plant Lore, Legends, and Lyrics del 1884, riportando l’usanza dei vecchi giardinieri di potare nella fase crescente gli alberi meno vigorosi, per stimolarne i germogli. La natura, sotto la Luna che sale, spinge verso l’alto.

Per noi che pratichiamo, questa eredità agricola non è un residuo del passato, ma una conferma. Ciò che i coltivatori osservavano nei campi, la strega lo trasferisce sull’altare: come la linfa sale con la Luna, così sale l’intento che le affidiamo. Non serve avere un orto per lavorare in questo modo. Basta pensare al proprio desiderio come a un seme, scegliere la fase in cui il cielo spinge verso la crescita, e accompagnarlo con il gesto giusto. La luna crescente insegna la pazienza del giardiniere: si pianta, si annaffia, si aspetta che salga. Il raccolto, semmai, arriva con la luna piena.

Le corrispondenze della luna crescente

Le corrispondenze della luna crescente raccolgono la sua sfera in poche voci essenziali, tutte legate all’aumento e alla Fanciulla. La dea è Diana; il metallo è l’argento della Luna; il simbolo è la falce che sale; l’intento è costruttivo, rivolto a far crescere e ad attrarre. Sono corrispondenze di fase, non di ingrediente: descrivono un momento del cielo e i suoi alleati simbolici, da porre sull’altare come richiami, mai da assumere o applicare sul corpo. L’asse resta magico e rituale. James R. Lewis riassume la carica della fase in una frase che merita di essere riportata per intera:

«…la magia per la guarigione, il guadagno, la fortuna e l’aumento è ritenuta la più potente durante la luna crescente…», James R. Lewis, Witchcraft Today: An Encyclopedia

Ambito Affinità Fonte
Fase la salita dalla nuova alla piena, circa due settimane; il primo quarto ne è il punto mediano James R. Lewis, Witchcraft Today (1999); Jude Bradley e Chere Dastugue Coen, Magic’s in the Bag (2010)
Dea Diana, la Fanciulla (governa la luna nuova e crescente nella triade) James R. Lewis, Witchcraft Today (1999); Charles Godfrey Leland, Aradia (1899)
Intento costruttivo: amore, successo, protezione, salute, fertilità, guadagno, fortuna, aumento, attrazione Raymond Buckland, Complete Book of Witchcraft (1986); Eileen Holland, The Spellcaster’s Reference (2009)
Metallo argento (facoltà psichiche; nel folklore, fortuna alla vista della falce nuova) James R. Lewis, Witchcraft Today (1999); Frederick Thomas Elworthy, The Evil Eye (1895)
Simbolo la falce crescente, segno augurale e protettivo della luna in aumento James R. Lewis, Witchcraft Today (1999); Frederick Thomas Elworthy, The Evil Eye (1895)

Argento, la falce e Diana

Ogni corrispondenza racconta lo stesso slancio. L’argento è il metallo della Luna in ogni sua fase, e Lewis lo lega alle facoltà psichiche, che la fase ascendente affina insieme all’intento. Il folklore ne fa anche un pegno di fortuna: Frederick Thomas Elworthy, nel suo The Evil Eye del 1895, ricorda l’antica usanza inglese di far tintinnare l’argento in tasca alla vista della luna nuova, quasi a chiamare la crescita del proprio avere, e osserva che la luna d’argento è qualcosa di più di una figura retorica. La falce, dal canto suo, è tra i segni propizi più antichi: Elworthy la pone accanto alle corna e al ferro di cavallo, come immagine che protegge e porta bene. Argento e falce, insieme, disegnano il volto giovane di Diana.

C’è un filo che unisce tutte queste voci: la crescita come promessa. Il metallo lunare, il segno della falce, la dea fanciulla dicono la stessa cosa da tre angoli diversi. La magia cerimoniale conferma la trama da parte sua: Chic Cicero e Sandra Tabatha Cicero, nel loro Self-Initiation into the Golden Dawn Tradition del 1995, raccolgono le corrispondenze di Luna e gli usi delle sue ore e dei suoi giorni nella pratica magica, a riprova di quanto sia radicata la rete di simpatie dell’astro. Le corrispondenze, allora, non sono un elenco da mandare a memoria: sono le porte da cui la Luna che sale entra nel lavoro.

Come lavorare con la luna crescente

Lavorare con la luna crescente significa accordarsi alla sua spinta ascendente. La regola prima è il verso: sotto questa fase si fa ciò che deve aumentare, non ciò che deve diminuire. L’altare si veste di bianco o d’argento, si accende una candela chiara, e si tiene l’intento rivolto alla crescita. Non servono grandi apparati. Rae Beth, nel suo Hedge Witch del 1990, ricorda che chi pratica usa la Luna come veicolo di ordine e di concentrazione, lasciando fluire la propria attenzione con l’energia della fase. La crescente offre questo: una corrente su cui posare il desiderio e lasciarlo salire, notte dopo notte, fino alla piena.

Come si capisce se la Luna è crescente?

Riconoscere la fase è il primo passo pratico, e non richiede strumenti. Rae Beth dedica pagine proprio a come distinguere una Luna crescente da una calante, perché senza questa lettura il tempismo è cieco. Il segno più semplice è la direzione della luce: se la falce si allarga sera dopo sera, la Luna sta crescendo. Nel nostro emisfero la crescente mostra il lato illuminato a destra e tramonta dopo il Sole, visibile nel cielo della sera. Il vecchio detto lo fissa in rima: gobba a ponente, luna crescente; gobba a levante, luna calante. Basta guardare a occidente dopo il tramonto: se la pancia luminosa della falce punta verso il punto in cui il Sole è sceso, la Luna sale, ed è tempo di far crescere.

C’è anche una regola comoda per orientarsi senza calendario. Nei giorni successivi al novilunio, la falce esile della sera annuncia l’inizio della crescente; una settimana dopo, la mezza luna del primo quarto segna la metà del cammino; poco più di due settimane dopo la nuova, il disco si colma e la fase si chiude nella piena. Lady Sabrina raccomanda proprio di tempificare i propri rituali sulle fasi, così che il gesto cada nel momento giusto. Chi tiene d’occhio la Luna qualche sera di fila impara presto a leggerla a colpo d’occhio, senza bisogno di effemeridi. Il cielo, in questo, è il primo e più affidabile calendario.

Cosa fare e quando cominciare

In concreto, il lavoro della luna crescente segue il ritmo del seme. Si comincia con la luna nuova, quando si pianta l’intento, e lo si rafforza lungo la crescente, aggiungendo forza man mano che la Luna sale. Un incantesimo per l’amore, per il guadagno o per la protezione trova qui la sua stagione; un sacchetto d’attrazione, un nodo che lega a sé invece di sciogliere, una candela incisa con la falce crescente sono gesti propri della fase. Molti preferiscono agire nei giorni centrali, quando la spinta è ormai piena ma non ancora al culmine. La cosa importante è la coerenza: si lavora per far crescere, e ogni gesto guarda avanti, verso la pienezza che verrà.

Come ogni fase, anche la crescente ha il suo confine. Il suo lavoro punta alla piena, dove la Luna tocca il massimo della sua forza e ciò che si è coltivato arriva a maturazione. Chi vuole, può portare l’incantesimo fino a quella pienezza luminosa e lì suggellarlo. Poi la ruota gira: la Luna comincia a calare, e il tempo del far crescere lascia il posto a quello del lasciar andare. Riconoscere questo passaggio è parte della disciplina. La luna crescente è la stagione dell’aumento; ciò che deve diminuire aspetta, paziente, che la Luna torni a calare. Così il ciclo resta ordinato, e ogni fase conserva la sua voce.

Domande frequenti sulla luna crescente

Cosa significa la luna crescente?

La luna crescente è la fase del ciclo lunare che va dalla luna nuova alla luna piena, quando la parte illuminata dell’astro aumenta sera dopo sera per circa due settimane. Nella tradizione magica è il tempo della crescita e dell’attrazione. Raymond Buckland, nel Buckland’s Complete Book of Witchcraft del 1986, la lega alla magia costruttiva, quella che fa crescere l’amore, il successo, la protezione, la salute e la fertilità. È il verso ascendente della ruota lunare, opposto a quello calante.

Quando è la luna crescente?

La luna crescente occupa la prima metà del mese lunare, dai giorni subito dopo il novilunio fino alla piena. Comincia con la falce sottile che ricompare a occidente dopo il tramonto e prosegue per circa due settimane. Eileen Holland, nel The Spellcaster’s Reference del 2009, colloca il cuore della fase dal settimo al decimo giorno dopo la luna nuova, quando si vede la mezza luna del primo quarto. Da lì la Luna continua a gonfiarsi fino a colmarsi nel plenilunio.

Come si capisce se la luna è crescente?

Si capisce osservando la direzione della luce: se la falce si allarga di sera in sera, la Luna sta crescendo. Nel nostro emisfero la luna crescente mostra il lato illuminato a destra ed è visibile nel cielo della sera, dopo il tramonto. Il vecchio detto lo riassume: gobba a ponente, luna crescente; gobba a levante, luna calante. Rae Beth, nel Hedge Witch del 1990, spiega proprio come distinguere la fase crescente dalla calante, perché senza questa lettura il tempismo magico è cieco.

Cosa fare con la luna crescente?

Con la luna crescente si lavora per far crescere e attrarre: amore, successo, prosperità, protezione, salute intesa in senso simbolico, inizi e nuovi progetti. Eileen Holland la dice un tempo potente per l’invocazione e per ogni lavoro legato all’abbondanza, all’attrazione, alla fertilità, al guadagno e all’aumento. Si accende una candela chiara o d’argento, si prepara un sacchetto d’attrazione, si formula l’intento rivolto alla crescita. È la fase del costruire, non del disfare: ogni gesto guarda avanti, verso la pienezza.

Qual è la dea della luna crescente?

La dea della luna crescente è Diana, la Fanciulla della Dea triplice: il volto giovane e vergine della Dea, la cacciatrice dello slancio e del divenire. James R. Lewis, in Witchcraft Today del 1999, spiega che Diana governa la luna nuova e crescente, Selene la luna piena ed Ecate, la Vecchia, la luna calante e oscura. Charles Godfrey Leland, in Aradia del 1899, pone Diana all’origine di ogni cosa, madre della stregoneria italiana e signora della Luna che sale.

Che differenza c’è tra luna crescente e luna calante?

La luna crescente aumenta la luce e attrae, la luna calante la riduce e allontana. La prima è il tempo del far crescere: amore, denaro, salute, protezione, inizi. La seconda è il tempo del lasciar andare: bando, chiusure, allontanamento. Raymond Buckland lo dice con nettezza: la magia costruttiva si compie mentre la Luna sale, quella di distruzione mentre cala. Per questo si attira qualcosa con la crescente e si scioglie qualcosa con la calante, seguendo il verso giusto della marea lunare.

Fonti

  • James R. Lewis, Witchcraft Today: An Encyclopedia of Wiccan and Neopagan Traditions (1999), p. 236. WorldCat
  • Raymond Buckland, Buckland’s Complete Book of Witchcraft (1986), p. 28. WorldCat
  • Jude Bradley e Chere Dastugue Coen, Magic’s in the Bag: Creating Spellbinding Gris Gris Bags & Sachets (2010), pp. 48-50. WorldCat
  • Eileen Holland, The Spellcaster’s Reference: Magickal Timing for the Wheel of the Year (2009), pp. 138-140. Red Wheel/Weiser
  • Skye Alexander, The Modern Guide to Witchcraft (2014), pp. 44-46. WorldCat
  • Rae Beth, Hedge Witch: A Guide to Solitary Witchcraft (1990), pp. 182-184. WorldCat
  • Lady Sabrina, The Witch’s Master Grimoire (2000), pp. 135-137. WorldCat
  • Oberon Zell-Ravenheart, Grimoire for the Apprentice Wizard (2004), pp. 215-216. WorldCat
  • Charles Godfrey Leland, Aradia, or the Gospel of the Witches (1899), p. 16, pp. 68-70. Internet Archive
  • Frederick Thomas Elworthy, The Evil Eye: An Account of this Ancient and Widespread Superstition (1895), pp. 197-200, 369-370. WorldCat
  • pseudo-Maslama al-Magriti, Picatrix (versione latina), Libro IV, pp. 145-148; anno non riportato dalla fonte. Esoteric Archives
  • Heinrich Cornelius Agrippa, Three Books of Occult Philosophy (1533), Libro I, cap. XVIII. Internet Archive
  • John Baptista Porta (Giambattista della Porta), Natural Magick (1658), cap. VII. Internet Archive
  • Richard Folkard, Plant Lore, Legends, and Lyrics (1884), cap. XIV. Internet Archive
  • S.L. MacGregor Mathers (a cura di), The Key of Solomon the King (Clavicula Salomonis) (1889), Libro I, p. 83. WorldCat
  • Michael W. Ford, Hecate & The Black Arts: Liber Necromantia (2022), pp. 46-48. Goodreads
  • Chic Cicero e Sandra Tabatha Cicero, Self-Initiation into the Golden Dawn Tradition (1995), pp. 348-349. WorldCat

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