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Vassago è uno spirito divinatorio di primo piano, che svela eventi passati e futuri, recupera ciò che giace celato o smarrito e risveglia la vista sottile in chi lo invoca. Lo si conosce fin dalle prime civiltà mesopotamiche. Appartiene alla stirpe dei Nephilim e figura tra i settantadue Signori del Djinn nelle tradizioni orientali. La sua evocazione vuole condizioni atmosferiche serene e notti precise del ciclo lunare crescente.
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ToggleDetto La Salamandra Veggente, Vassago ha il rango di Principe nell’ordine infernale e comanda ventisei legioni. Opera durante le ore diurne. La sua influenza si fa più intensa tra il trenta marzo e il tre aprile. A governare la sua sfera celeste è Giove; il blu è la sua emanazione cromatica e l’acqua il suo elemento primario. Per stabilire un contatto rituale con questo spirito servono incenso di cedro e simboli in stagno. Nella struttura qliffotica gli corrisponde Gha’asgsheblah. Il mantra di evocazione è la formula VASSAGO-IOHET-SORGOTT-COSMOGOII.
A differenza di altri demoni, Vassago chiede condizioni specifiche: cielo terso e invocazione nella seconda, quarta, sesta, ottava, decima, dodicesima o quattordicesima notte della luna crescente. Qui la perseveranza conta molto. I primi tentativi potrebbero non dare risultati immediati, ma i benefici che questo spirito concede ripagano lo sforzo prolungato.
La facoltà di rivelare passato e futuro mette Vassago tra le entità divinatorie per eccellenza, una capacità che attraversa le tradizioni religiose di ogni cultura. Il potere di recuperare le cose perdute, però, va oltre la dimensione materiale. Non riguarda solo gli oggetti smarriti, ma anche perdite di natura sottile. La fede dissolta, la speranza estinta, l’amore vanificato, le gnosi dimenticate: tutte queste dimensioni intangibili rientrano nella sua sfera d’azione. I demoni custodiscono conoscenze antichissime, e questi valori celati vanno cercati tra le pieghe delle loro descrizioni apparentemente semplici.
Le praticanti dell’Arte tengono concilio con Vassago per ottenere il dono della seconda vista, la percezione che dischiude l’accesso a dimensioni oltre il velo materiale. L’apertura dello Yoni mistico, il Terzo Occhio, rende accessibile ciò che alla coscienza ordinaria resterebbe velato. Non a caso questo spirito porta l’epiteto di Salamandra: creatura emblematica dell’elemento Fuoco, principio dinamico che genera trasformazioni e purifica ogni cosa elevandola verso livelli superiori di perfezione.
Il Fuoco è l’energia primordiale dalla quale scaturisce la vita stessa. La morte viene percepita simbolicamente come estinzione di questa fiamma vitale. Da qui gli antichi riti di conservazione del fuoco sacro. Nel culto romano di Vesta le sacerdotesse vegliavano senza sosta perché la fiamma non si spegnesse mai, riconoscendo in essa il principio perpetuo dell’esistenza.
La forma visibile di Vassago è quella di un anziano che cavalca un coccodrillo e regge un astore sul polso destro. L’astore incarna fierezza indomabile, purificazione, regalità e giustizia. Simbolo solare per eccellenza, emblema di luce, rappresenta la forza del guerriero, il coraggio e l’agire per una causa giusta. Il coccodrillo mantiene il suo significato alchemico di Mercurio primigenio e di separazione tra componenti volatili e fisse.
Il dettaglio più rivelatore sta negli occhi scavati di Vassago: orbite vuote che vedono attraverso altre dimensioni pur restando cieche in questa realtà materiale. Questa particolarità anatomica rimanda alla Vista Superiore, alla Veggenza, alle Arti Divinatorie e al Mondo Etereo. La cecità fisica diventa condizione della vista sottile. Ciò che gli occhi carnali non colgono si dischiude alla percezione astrale. Vassago esisteva già prima che sorgessero le mura di Assur e Ninive, testimone silente delle ere trascorse, portatore di saperi che precedono le civiltà conosciute. La sua natura viene descritta come “buona”, un tratto inusuale che lo distingue nell’organizzazione infernale e gli vale a volte l’appellativo di Principe della Profezia.
Vassago è uno spirito divinatorio detto La Salamandra Veggente, con rango di Principe e ventisei legioni al comando. Appartiene alla stirpe dei Nephilim e figura tra i settantadue Signori del Djinn nelle tradizioni orientali. Lo si conosce fin dalle prime civiltà mesopotamiche.
Vassago rivela passato e futuro, recupera ciò che è celato o smarrito e risveglia la vista sottile. Il suo potere di recupero va oltre la dimensione materiale: tocca la fede dissolta, la speranza estinta, l’amore vanificato e le gnosi dimenticate. Concede inoltre il dono della seconda vista.
Vassago si evoca con cielo terso, durante le ore diurne, nella seconda, quarta, sesta, ottava, decima, dodicesima o quattordicesima notte della luna crescente. Servono incenso di cedro e simboli in stagno, con il mantra VASSAGO-IOHET-SORGOTT-COSMOGOII. L’influenza si intensifica tra il trenta marzo e il tre aprile.
Vassago appare come un anziano che cavalca un coccodrillo e regge un astore sul polso destro. L’astore incarna fierezza, purificazione, regalità e giustizia, simbolo solare di luce e coraggio. Il coccodrillo richiama il Mercurio primigenio alchemico e gli occhi scavati rimandano alla Veggenza e al Mondo Etereo.
Vassago è associato a Giove come governatore della sua sfera celeste, al colore blu e all’elemento acqua. Nella struttura qliffotica gli corrisponde Gha’asgsheblah. Come Salamandra è legato anche all’elemento Fuoco, principio di trasformazione e purificazione, e porta l’appellativo di Principe della Profezia.
Questo articolo fornisce informazione storica e educativa. Non rappresenta consulenza medica, legale o spirituale. Le pratiche esoteriche comportano rischi e dovrebbero essere affrontate con consapevolezza critica, preferibilmente sotto guida di insegnanti competenti. Nessun contenuto qui presente deve essere interpretato come prescrizione per azioni personali senza ulteriore ricerca e valutazione consapevole. Nota: i contenuti hanno scopo informativo e culturale. Non costituiscono consulenza medica o legale.Ultimo aggiornamento e revisione:
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Jennifer Hartwell nasce negli anni Settanta a San Antonio, Texas. Cresce in una famiglia battista rigida, e forse per reazione inizia a interessarsi all’occulto da adolescente, frequentando le prime comunitá sataniste di Austin a diciannove anni. Studia filosofia alla University of Texas senza laurearsi: lascia al terzo anno per dedicarsi allo studio autonomo del satanismo teistico, della demonologia goetia e delle correnti della Via della Mano Sinistra. Per quindici anni raccoglie, traduce e confronta testi rituali, dalle preghiere enochiane ai grimori medievali europei, passando per varie correnti di mano sinistra.